Home Attualità “Chi ha paura di Gesù Crocefisso?”

“Chi ha paura di Gesù Crocefisso?”

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AREZZO – Il 3 novembre la Corte di Strasburgo ha emesso una sentenza che addebita all’affissione del crocifisso, ed a ciò che rappresenta, una violazione della libertà religiosa. Con ciò la Corte non solo dimostra ignoranza, ma dà una legittimazione all’esclusione da un importante spazio pubblico della Comunità Italiana, come la scuola, di un simbolo culturale e religioso, non solo radicato profondamente nella tradizione Italiana ed europea, ma che ha segnato e segna un profondo cambiamento nella storia dell’umanità, che la orienta alla Pace, alla Fraternità Universale ed al Bene comune sociale ed ecologico.

Si tratta di una effige che nell’esperienza consumata della Crocefissione, tramata dal Potere , ricorda e riassume l’intera esperienza di ogni forma di dolore psichico, fisico e sociale dell’uomo, in ogni tempo e condizione della storia. L’uomo innocente, il perseguitato, il calunniato, il deriso, il tradito, l’umiliato, l’oltraggiato, il prigioniero, il torturato, il condannato a morte…l’abbandonato. Una effige che ammonisce tutti a guardare la vita e la storia dalla parte delle “Vittime”.

L’Uomo, il Figlio di Dio per i Cristiani, il grande Profeta, figlio di Maria, per i mussulmani (a cui è dedicato il Minareto più bello e più grande della moschea degli Omaiadi in Damasco), il figlio ebreo della stirpe di Davide, che ha liberato la “Fede” dall’oppressione del Potere religioso, che ha sradicato dal cuore dell’uomo la “Categoria del nemico” nata nel seno della filosofia occidentale, che ha liberato l’uomo da ogni forma di “schiavitù” e di discriminazione di genere, di religione, culturale, politica.

Il “laico per eccellenza” che nel cuore di Israele e del dominio di Roma, con la sua testimonianza ed il dono incondizionato della sua vita, ha additato all’uomo la strada redentrice dell’amore reciproco; insegnandoci ed incoraggiandoci “oltrepassare sempre, con il pensiero (la ragione) e l’affetto del cuore (la carità), i limiti dell’esperienza umana per tendere, per abitus preso alla Fratellanza universale (perché fratelli) figli di un solo Padre. “ (Chiara Lubich)

Questi sono i significati storici, civili e politici oltre che religiosi, che trapelano da quell’effigie e che il Crocifisso rappresenta. Un Patrimonio valoriale che la tradizione Italiana ed europea è chiamata a custodire, disponibile a tutti, foriero di libertà e di riconoscimento per ogni uomo ed ogni diversità, culturale politica e religiosa.

Per questo è necessario adoperarsi perché l’Europa esca dal nichilismo che in questa fase storica la perseguita; dal “vuoto pneumatico” che copre i valori etici e filosofici che l’hanno rivoluzionariamente animata nella storia ; perché, memore dei suoi errori politici, si adoperi attraverso le sue Istituzioni, ad educare i cittadini non all’indifferenza ma all’attenzione ed all’interesse verso i valori ed i simboli religiosi che le sue comunità custodiscono e che rappresentano un contributo importante per lo sviluppo della “Famiglia Umana”, orientato alla Pace ed alla Fraternità Universale.