Roma, 9 ott. (AdnKronos) – “Detto che è una scelta apprezzabile e condivisibile” dal momento che “Modiano è conosciuto e stimato, forse anche in questa circostanza, senza volere essere particolarmente maliziosi, credo che possiamo ammirare le notevoli capacità diplomatiche che ha la cultura francese nel sostenere a Stoccolma i propri autori. Nell’azione di lobbing i francesi sono bravissimi”. Parola di Ernesto Ferrero, direttore editoriale del Salone del Libro di Torino che, all’Adnkronos, commenta così il Nobel per la letteratura assegnato a Patrick Modiano.
“Questa consacrazione – aggiunge Ferrero- non è affatto scandalosa. Ma mi lascia perplesso il fatto che a Stoccolma non si siano accorti di un poeta francese come Yves Bonnefoy. Come è stata certamente sorprendente la designazione di Le Clézio (premio Nobel 2008, ndr.) che è un bravo scrittore, da mezza classifica”. Per Ferrero il tema trattato da Modiano, “a noi italiani è molto caro e coincide per buona parte con la penna grigia di Primo Levi. E’ il tema doloroso del collaborazionismo che i francesi hanno sofferto più di noi e che in particolare Modiano ha sperimentato sulla sua pelle. Questo è il cuore della sua ispirazione”.
Infine, “bisognerà vedere se Modiano andrà a Stoccolma a ritirare il premio perché è un uomo molto schivo e riservato, quasi scontroso, che non ama le apparizioni pubbliche. Non sono così sicuro che andrà a Stoccolma”, conclude Ferrero.