ROMA – Si svolgeranno domani gli interrogatori dei quattro carabinieri arrestati in relazione al caso che ha coinvolto il governatore del Lazio Piero Marrazzo. I militari saranno ascoltati dal giudice delle indagini preliminari di Roma Sante Spinaci. Per loro i procuratori aggiunti Giancarlo Capaldo e Rodolfo Sabelli chiederanno la convalida dell'arresto con detenzione in carcere. Tra le accuse ipotizzate estorsione, violazione della privacy, violazione di domicilio e rapina. Ipotizzata anche l'accusa di detenzione di stupefacenti, ma la circostanza è ancora tutta da accertare e sarà oggetto di indagini.
Secondo quanto è emerso i carabinieri avrebbero preteso dal presidente della Regione 80mila euro, versati in quattro tranche, purché non divulgassero un video che ritraeva l'esponente del Partito democratico in momenti intimi. Marrazzo sarebbe stato ripreso lo scorso luglio con telecamere nascoste in compagnia di un'altra persona all'interno di una casa dove i due si sarebbero incontrati diverse volte. In particolare il governatore, in un interrogatorio svoltosi ieri in procura a Roma, ha detto che due dei quattro militari entrarono nell'appartamento dopo aver girato con il cellulare le immagini, sfilandogli anche dei soldi dal portafogli.
Proprio questa sarà una delle circostanze da accertare nell'interrogatorio che si svolgerà domani nel carcere di Regina Coeli . Resta infatti da chiarire se il video sia stato girato dai carabinieri o da una terza persona che poi lo ha consegnato ai militari, i quali avrebbero tentato di venderlo a tv private e a testate giornalistiche in tutta Italia. Un tentativo che avrebbe permesso di smascherare il piano contro il presidente della Regione. Agli investigatori, che hanno recuperato una copia del filmato presso un mediatore che opera nella piazza di Milano, non risulta che sia stato acquistato.
Un punto certo invece è quello che riguarda i quattro assegni che sarebbero stati staccati dal carnet di Marrazzo ma che non sono mai stati riscossi da chi li ha ricevuti perché consapevole che attraverso questi titoli di credito si sarebbero potuti acquisire nuovi elementi d'accusa.
Dal canto suo Marrazzo nega tutto: ''È stato sventato un tentativo di estorsione basato su una bufala. Sono amareggiato e sconcertato per come a pochi mesi dalle elezioni si tenti di infangare l'uomo per colpire il presidente. Quel filmato, se davvero esiste, è un falso'' ha commentato il governatore. ''Io non ho mai pagato, nego di avere mai versato soldi'' ha aggiunto il presidente ribadendo di non essersi mai sottomesso a qualsiasi forma di ricatto.
I quattro arrestati sarebbero sottufficiali di una compagnia dell'arma di Roma e sono stati bloccati dai carabinieri del Ros. Gli investigatori sono arrivati a loro tramite alcune intercettazioni che riguardavano un'altra inchiesta di competenza della Dda. Il problema creato dal loro fermo è stato esaminato stamane a palazzo di Giustizia dal generale Vittorio Tomasone e il procuratore Giovanni Ferrara, che segue personalmente gli sviluppi della vicenda.
Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign