Roma, 19 set. (Adnkronos) – “Un partito della sinistra europea non può alzare come bandiera fondamentale, in un momento di crisi e alta disoccupazione, la possibilità di rendere più liberi i licenziamenti e soprattutto di farlo a carico delle nuove generazioni”. Lo dice l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, intervistato da Radio Capital.
“Quando il presidente del Consiglio afferma che si devono avere diritti universali per i lavoratori non può ipotizzare una riforma per la quale i padri mantengono le regole attuali e i loro figli perdono diritti, come quello alla reintegrazione. Il nostro modello è quello tedesco, che dà la possibilità ai licenziati senza giusta causa di scegliere tra l’indennizzo economico e il reintegro. Renzi invece -sottolinea Damiano- accetta i parametri della destra e con la crisi un’azienda può riorganizzare il lavoro, demansionare, ridurre lo stipendio. E’ inaccettabile”.
“Serve una discussione parlamentare e una discussione nel partito. Questa non è una discussione su un comma o un articolo o un codicillo ma su un impianto valoriale”, insiste Damiano, che aggiunge di non intravedere il rischio di una ‘scissione’ da parte di quanti contestano il modello scelto dall’esecutivo per riformare il lavoro: faremo una battaglia dentro al partito ma almeno ci si dia la possibilità di far sentire la nostra voce”.