Roma, 19 set. (Adnkronos) – “L’articolo 18 rappresenta un architrave dei diritti dei lavoratori conquistati dopo tanti anni di battaglie. Nel mio partito credo di essere la sola a sostenere questa idea. Ma non è possibile andare contro la propria storia.” Così Renata Polverini, deputata di Forza Italia e vice presidente della commissione Lavoro in un’intervista al ‘Il Garantista’.
“Nel 2000 mi sono battuta contro il referendum dei radicali che volevano abolire questo diritto, ho continuato ad oppormi a questo provvedimento, non capisco perché dovrei cambiare idea adesso. Tanto più -aggiunge- che non c’è nessun legame tra la sua abolizione e la creazione di nuovi posti di lavoro. Temo che questo accanimento sia in parte un’ossessione di Sacconi che vive da anni una contrapposizione personale contro la Cgil. E lo stesso Ncd non ha mai minacciato di uscire dal governo se non in relazione al decreto Poletti e all’abolizione dell’articolo 18, ponendo su questo addirittura un ultimatum”.
“Accettando questo ultimatum Renzi non rinsalda solo l’alleanza di governo e l’allarga, ma costringe anche il suo partito a una resa dei conti interna. Senza articolo 18 sicuramente non si licenzierà di meno ma il problema non è questo. Il problema è che senza articolo 18 certamente non si assumerà più di quanto si assuma oggi. Nei miei tanti anni di attività sindacale non ho mai conosciuto degli imprenditori che venivano frenati dall’assumere qualcuno perché esisteva l’articolo 18 che lo tutelava e gli rendeva difficile licenziarlo”, conclude Polverini.