Roma, 17 set. (Adnkronos) – “36 minuti di informazione cancellati su 100 su Radio due. 10 minuti cancellati su 50 su Radio tre. Un taglio del 36 e del 20% sul secondo e terzo canale dell’azienda di servizio pubblico. Un piano di ristrutturazione editoriale presentato al cdr all’insegna del ‘prendere o lasciare’. Un comportamento inaccettabile quello dell’azienda sia sul piano sostanziale sia su quello formale”. Lo afferma in una nota l’Associazione Stampa Romana.
“La Rai -prosegue il sindacato- deve spiegare al paese, ai cittadini, a coloro che pagano il canone, il senso del servizio pubblico, del contratto di servizio se l’informazione riposa, va a dormire tra le 19,30 e le 6,30 sul secondo canale o tra le 18,45 e le 6,45 del terzo canale. L’abolizione delle edizioni serali relega il servizio pubblico ad un ruolo subordinato rispetto a quell’emittenza privata di cui si rincorrono gli ascolti. Le radio private di intrattenimento per prime non rinunciano ai loro spazi informativi serali. La mancanza di corrette redazioni sindacali, di un adeguato ascolto di 220 colleghi, determina il paradosso di settori della redazione unica consegnati al nulla. L’esatto contrario del recupero di produttività ribadito e sbandierato nel progetto di riforma della Rai. La stessa edizione principale, quella della 7,30, è stata ridotta del 50%, passando da 20 a 10 minuti”. (segue)