Bologna, 17 set. (Adnkronos) – ”La pubblicazione dei dati Istat relativi al commercio estero mostra un calo dell’export nel mese di luglio (-1,6%) che non compromette, però, una tendenza di fondo positiva e leggibile nell’incremento medio del trimestre maggio-luglio (+0,7%). Questi dati -confrontati con quelli degli altri paesi europei- invitano ad una riflessione più generale sulla questione riforme strutturali e competitività. Vediamo i numeri: nel periodo gennaio-luglio, la classifica dei principali esportatori in termini di dinamica rispetto allo stesso periodo del 2013 è la seguente: la Germania è prima con un aumento in valore del 3,4%, l’Italia è seconda con un incremento dell’1,3%, segue la Spagna con export stagnante (0,0), infine la Francia con una flessione dell’1,1%; tutti gli altri paesi euro sono anch’essi in flessione (-0,3%)”. Lo afferma il capo economista di Nomisma Sergio De Nardis.
”Da questa performance sembra che il successo competitivo della Spagna – portata ad esempio come economia che ha attuato quelle riforme che l’Italia non ha realizzato – si sia già esaurito. E’ bastato che, dopo un triennio di arretramento dell’economia, ci fosse un po’ di ripresa del mercato interno per indebolire le vendite iberiche all’estero; se ci fosse stato un guadagno competitivo non sarebbe dovuto succedere”, continua De Nardis. (segue)