– Roma, 9 lug. (AdnKronos Salute) – Sono sempre più vicine agli ‘anta’ le donne italiane che ricorrono alle tecniche di Procreazione medicalmente assistita (Pma) per avere un figlio. Nel 2012 l’età media è pari a 36,5 anni, al di sopra del dato europeo che, per il 2010, si attestava a 34,7 anni. Lo rivela la Relazione sull’applicazione della Legge 40, che regola la procreazione medicalmente assistita, relativa all’anno 2012. Il documento è stato inviato dal ministro Lorenzin al Parlamento e pubblicato sul sito web del ministero.
“È ben noto – osserva il ministero – come gli esiti positivi delle procedure siano in rapporto all’età delle donne ed in Italia ben il 30,7% dei cicli a fresco è effettuato da pazienti con età pari ai 40 anni o più: questo dato è in lieve aumento rispetto al 2011”. Infatti, le ridotte probabilità di ottenere una gravidanza già da età successive ai 40 anni sono “gravate da una alta percentuale di esiti negativi della gravidanza stessa (aborti spontanei, aborti volontari, morti intrauterine e gravidanze ectopiche) – precisa il documento – pari a 39,9% tra i 40 e 42 anni e 61,5% con età superiore ai 42 anni”. Gli esiti negativi delle gravidanze per le tecniche di Pma di II e III Livello sono in aumento per tutte le fasce di età, soprattutto per quelle superiori a 40 anni.