Mosca, 20 giu. (Adnkronos) – Guai ad andare a pranzo per un ‘biznes-lanch” o a consultare il proprio ‘smartfon’ per controllare la pagina di ‘Feisbuk’. Espressioni del genere potrebbero costare caro ai russi se entrerà in vigore la nuova legge che impone multe fino all’equivalente di mille euro per chi avrà l’ardire di usare anglicismi invece delle parole della lingua di Tolstoj.
La proposta di legge, in esame alla Duma il mese prossimo, è stata presentata dai nazionalisti del partito Liberaldemocratico. “Siamo stufi di questi americanismi e anglicismi – dichiara il leader del partito Vladimir Zhirinovsky, citato dal quotidiano britannico The Guardian – faremo una lista delle parole proibite da usare invece delle normali parole russe… dovrà essere sul tavolo di ogni giornalista, presentatore radio e tv, insegnante e scrittore”.
I nazionalisti russi si rifanno alla legge Toubon che nel 1994 ha vietato in Francia l’uso di parole inglesi nelle comunicazioni istituzionali, i contratti e le scuole statali, senza però prevedere multe per i trasgressori. L’applicazione della legge Toubon non è sempre risultata facile. E del resto stabilire definire i confini della purezza linguistica non è facile: nessuna delle tre parole del nome della formazione politica di Zhirinovsky – Liberalnaya Demokraticheskaya Partiya- è di orgine slava.