C’è grande attesa e molta curiosità per la tappa al Play Festival 2009 del “Vilipendio Tour” di Sabina Guzzanti, in calendario venerdì 24 luglio al Prato della Fortezza Medicea. L’autrice di satira teatrale e televisiva presenterà al pubblico la sua ultima fatica a mezzanotte dal palco del Prato (ingresso gratuito), per chiudere alla grande la “Notte Rosa Play”. Da quasi vent’anni Sabina Guzzanti è antagonista di punta – sul palcoscenico, in televisione e al cinema – di tutti i poteri costituiti: ogni volta che va in scena un suo spettacolo, infatti, l’obiettivo dichiarato è quello di ironizzare sulla società politica, smascherarne i difetti, i vizi, le bugie più evidenti.
Nata a Roma il 25 luglio 1963 è attrice, autrice, comica e blogger. Figlia del giornalista Paolo (deputato ed ex senatore di Forza Italia) e sorella di Corrado e di Caterina. Si è diplomata all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica “Silvio D'Amico” e ha esordito sul palcoscenico con il fratello Corrado. È politicamente impegnata, a sinistra. In televisione ha iniziato con programmi come “Proffimamente… non stop” di Enzo Trapani, “L'araba fenice” di Antonio Ricci, per poi farsi conoscere con “La TV delle ragazze” (su Rai Tre), e altre trasmissioni satiriche presentate da Serena Dandini (“Scusate l'interruzione”, “Tunnel” e “Avanzi”). Memorabile la sua imitazione della pornodiva Moana Pozzi e successivamente quelle di Massimo D’Alema e Silvio Berlusconi.
Nel novembre 2003 è tornata in televisione con la trasmissione “Raiot”, di nuovo su Rai Tre: nonostante gli ascolti notevoli in tarda fascia oraria, l’attrice è stata querelata da Mediaset per «gravissime menzogne e insinuazioni» e i vertici della Rai hanno immediatamente sospeso la trasmissione dopo una sola puntata, suscitando molte polemiche, ma la Guzzanti non si è arresa e a pubblicato le puntate rimanenti su internet riscuotendo enorme successo. Nel 2005 presenta a Venezia, in contemporanea alla Mostra del cinema il film-documentario “Viva Zapatero!” che denuncia la poca libertà d'informazione in Italia con il contributo di comici di satira di altri paesi europei. Il film ha vinto la 28esima edizione del Festival italiano del cinema di Villerupt (ex aequo con “Sotto il sole nero” di Enrico Verra).
Sabina Guzzanti oltre alla satira conduce iniziative politiche avendo sostenuto con forza la raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare sul sistema dell’informazione televisiva. Ha partecipato alla manifestazione "No Cav Day", l'8 luglio 2008 a Piazza Navona, contro i recenti provvedimenti del governo Berlusconi in materia di giustizia, insieme a giornalisti, intellettuali, esponenti politici e del mondo dello spettacolo. Polemizzando, in prima persona, sul ruolo della Chiesa cattolica in Italia, sull'operato del Primo Ministro Silvio Berlusconi e sulla scelta a Ministro di Mara Carfagna. L’11 settembre 2008 si apprende che Sabina Guzzanti è iscritta nel registro degli indagati per i presunti insulti rivolti al Papa durante la manifestazione “No Cav Day”. La Guzzanti è accusata di vilipendio nei confronti di un capo di Stato estero, un reato perseguibile, secondo procedura, con l'assenso del Ministro della Giustizia. Quest'ultimo, tuttavia, ha comunicato in data 18 settembre 2008 che disporrà il “non luogo” a procedere nei confronti della Guzzanti, spiegando così la propria decisione: «Nonostante il parere favorevole sulla procedibilità ho deciso di non concedere l'autorizzazione ben conoscendo lo spessore e la capacità di perdono del Papa». Nel frattempo, anche il ministro Mara Carfagna ha citato in giudizio, civile e non penale, Sabina Guzzanti per le presunte ingiurie a sfondo sessuale da lei ricevute durante il “No Cav day”, chiedendo un risarcimento di un milione di euro di danni, affermando che li devolverà, in caso di vittoria, alle donne vittime di violenza.