Home Politica Consiglio Comunale sul dimensionamento scolastico

Consiglio Comunale sul dimensionamento scolastico

0

630 firme: con questa credenziale, il professor Giuseppe Argirò, primo firmatario, ha illustrato al Consiglio Comunale la proposta di delibera di iniziativa popolare sul progetto di dimensionamento della rete scolastica: “il piano di dimensionamento – ha ricordato Argirò – articolato per 6 istituti comprensivi, include 1231 alunni ciascuno. I mega-istituti non funzionano, chi si occupa di scuola sa che sono organismi complessi, che necessitano di risorse. Il Comune è stato particolarmente celere visto che il nuovo dimensionamento potrebbe partire nel 2011 e che la situazione di partenza era di 9 istituti, passati poi a 7 e infine a 6 per scelta dell’amministrazione che non ha coinvolto i genitori. Le famiglie chiedono la riapertura del tavolo di concertazione tra amministrazione e consulta dei genitori per addivenire a una soluzione che ponga al centro i nostri figli, che sono il futuro di questo paese”.
Gianni Cantaloni (Fi verso il Pdl) ha ribadito che “alla Cesalpino e alla Severi è stato sfondato il muro dei 1400 alunni mentre la Vasari oggi comprende 14 plessi scolastici. Un’organizzazione che mina alle fondamenta la qualità del nostro sistema scolastico. Se l’obiettivo primario è il bene dei ragazzi, occorre che la scuola sia il luogo dove trovano una realtà idonea alla loro crescita”.
Roberto Barone (Pd) ha sostenuto che “nel giro di pochi mesi la proposta di dimensionamento a 6 istituti ha suscitato molte osservazioni contrarie, in particolare sul numero degli studenti. Se la fascia ottimale è stabilita in 900, siamo ben oltre di una percentuale rilevante. Non mi preoccupo per il carico di lavoro che dovrà sostenere ogni operatore scolastico ma del buon funzionamento dell’istituto a vantaggio degli studenti. La concomitanza tra questo provvedimento e il decreto Gelmini, la loro simultanea attuazione, pone problemi organizzativi in vista del prossimo anno scolastico. Sospendere i 6 istituti per un anno, in funzione dell’ascolto dei soggetti interessati a vario titolo, sembrerebbe la soluzione migliore anche se i tempi sono oramai molto stretti”.
Per Cristiano Rossi (Sinistra) “non è tanto in discussione l’istituto comprensivo quanto la sovrapposizione con la Gelmini e i suoi cambiamenti alla scuola dell’obbligo previsti da settembre. Da tempo reputo che rinviare la partenza del dimensionamento di un anno sia la scelta migliore. E il problema non è tanto nel numero degli istituti: 6 o 7, la popolazione scolastica sarà sempre maggiore della soglia ottimale. Come commissione politiche sociali e scolastiche siamo pronti a dare il nostro contributo nel trovare la soluzione”.
Marco Manneschi (Città Aperta – Idv) ha sottolineato che “nell’organizzazione delle attività scolastiche, avere allocato a livello regionale le competenze legislative e amministrative in materia di istruzione fa emergere alcuni punti critici, come in questa vicenda. All’ente locale si chiede, in maniera anomala, di guidare un percorso che è di estrema difficoltà perché coinvolge aspetti che non sono di sua pertinenza e sui quali il ministero della Pubblica Istruzione conserva funzioni decisive”.
Stefano Gasperini (Pd) ha annunciato il voto “favorevole del Pd alla proposta di delibera di iniziativa popolare per procedere alla costituzione immediata di una tavolo di consultazione che metta in condizione la comunità e i soggetti associati di trovare risposte alle proprie esigenze”.
L’assessore Francesca Tavanti ha innanzitutto ricordato che “l’Istituto Comprensivo è il risultato di leggi, nazionali e regionali, che risalgono alla fine degli anni novanta, ai ministri Berlinguer e Moratti. Altro che fretta, siamo in abbondante ritardo! Colmare questo ritardo è stato subito l’impegno assunto al momento di ricevere l’incarico di assessore per porre finalmente l’alunno, dai 3 ai 14 anni, al centro dell’attenzione del percorso educativo offrendogli continuità didattica e dialogo costante fra i vari livelli scolastici. L’istituto offre ai docenti l’opportunità di seguire l’evoluzione dell’alunno durante tutto il percorso scolastico obbligatorio, agevola la continuità del processo di istruzione e di crescita e contribuisce a diminuire l’insuccesso scolastico nel passaggio tra un grado di scuola e il successivo.
L’Istituto Comprensivo nasce non da una logica finanziaria ma si inserisce in un progetto che promuove e facilita i percorsi di apprendimento, rappresenta una sfida per la scuola ma non ho dubbi che i dirigenti scolastici siano all’altezza del compito. I 6 istituti sono nati dopo una lunga fase di consultazione alla presenza del mondo della scuola, del provveditorato, dei dirigenti, scolastici e comunali, dei sindacati e delle famiglie. Il dimensionamento non comporta la chiusura di classi e di scuole o il trasferimento di classi e alunni da una sede all’altra. Siamo d’altronde pronti, come assessorato, a fare fronte alle richieste organizzative dei dirigenti scolastici.
In merito alla ripartizione numerica degli alunni, ritenuta eccessiva, faccio notare che i 6 Istituti verranno ad avere mediamente circa 1.100 alunni ciascuno. È un numero che è scaturito tenendo conto di una serie di parametri, flussi e iscrizioni storiche nelle varie scuole innanzitutto e ottimizzazione delle risorse professionali e strumentali. In tutta la Toscana, su 212 istituti, più del 60% superano il tetto dei 900 alunni. Altre cifre sono false.
Se la proposta è aprire un tavolo nuovo di concertazione e di verifica permanente a settembre sono pronta ad accettarlo, come ho sempre dichiarato, anche perché la proposta di organizzazione a 6 parte adesso e riteniamo necessario monitorarla proprio perché è una sperimentazione, in vista dell’anno scolastico 2010/2011”.
La proposta è stata approvata con 21 voti favorevoli.