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Lettera aperta della moglie di Eugenio Vagni alle autorità

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Lettera aperta della moglie di Eugenio Vagni alle autorità

«Il mio nome e’ Khwanruean Phungket, sono la moglie di Eugenio Vagni, delegato del Comitato Internazionale della Croce Rossa, rapito dal 15 gennaio 2009 dal gruppo Abu Sayaf nell’isola di Sulu nelle Filippine.
Ogni giorno che passa e’ sempre più’ difficile per me e la mia famiglia, per gli amici e i colleghi di Eugenio. Eugenio e’ in ogni momento nei nostri pensieri, ma siamo tutti estremamente preoccupati per lui. I due nostri figli hanno bisogno di lui. Io ho bisogno che Eugenio torni subito con noi. I suoi fratelli e le sue sorelle hanno bisogno di lui. Per tutti noi, e’ necessario che Eugenio torni al piu’ presto con la sua famiglia. Chi può aiutarci ora? A chiunque possa fare qualcosa in questa crisi, chiedo di fare tutto il possibile perché Eugenio Vagni sia rilasciato al più presto. Chiedo per favore di aiutarci adesso.
Eugenio e’ detenuto da oltre 5 mesi. E’ troppo tempo e oggi ancora ogni soluzione sembra essere lontana. La sofferenza e l’agonia di Eugenio e della sua famiglia per non sapere quando questa tragedia potrà finire sono troppo da sostenere. Ancora oggi la nostra famiglia continua a soffrire giorno dopo giorno, pregando in silenzio e sperando che Eugenio possa presto tornare alla sua casa con noi.
Rivolgo un appello al Capo del Governo italiano, al Governo italiano e all’intero Parlamento a trovare una soluzione per la liberazione di Eugenio Vagni perché possa tornare nel suo Paese e rimanere con la sua famiglia e avere di nuovo una vita normale. Chiedo aiuto adesso.
Chiedo alle autorità italiane di fare tutto il possibile per la liberazione di mio marito.
Per favore aiutateci; non c’e’ piu’ tempo da perdere. Le condizioni di salute di mio marito non sono buone. Ha bisogno di cure mediche al più presto. Noi siamo solo normali cittadini e proviamo a fare tutto il possibile nelle nostre capacita’.
In questo momento voglio anche ringraziare il Comitato Internazionale della Croce Rossa, le Autorita’ del governo Filippino, i rappresentanti dello Stato italiano con cui sono in contatto, i cittadini di Montevarchi e tutti gli amici della nostra famiglia che rimangono sempre vicino a noi per aiutarci. A tutti i cittadini italiani, imploro di pregare per il rilascio di mio marito.
Spero che questta lettera possa richiamare TUTTI ad impegnarsi per la ricerca di una soluzione alla tragica situazione di mio marito, ancora oggi nelle mani dei suoi rapitori Abu Sayaf in Mindanao.»

Grazie a tutti per l’aiuto alla mia famiglia,
KHWANRUEAN PHUNGKET VAGNI

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Articlolo scritto da: KHWANRUEAN PHUNGKET VAGNI