Home Nazionale Confindustria: su dl lavoro giudizio molto positivo, dà spinta a occupazione

Confindustria: su dl lavoro giudizio molto positivo, dà spinta a occupazione

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Roma, 8 apr. (Labitalia) – Confindustria plaude al dl lavoro del governo Renzi. Ad ufficializzare il giudizio “molto positivo” di viale dell’Astronomia, è il direttore generale, Marcella Panucci, nel corso dell’audizione alla commissione Lavoro della Camera. “Nel complesso giudichiamo molto positivamente le innovazioni normative recate da questo decreto” che costituisce “il primo fondamentale tassello del generale riordino della normativa e delle politiche per il lavoro”. Un provvedimento articolato, dice ancora, “un intervento urgente, di carattere congiunturale, che asseconda la ancora fragile ripresa e ne rafforza gli effetti, dando una spinta decisa al processo di creazione di occupazione”. Le misure messe in campo dal governo, dunque, dal contratto a termine alla solidarietà giocano per Confindustria un ruolo importante e soprattutto “correggono alcune scelte discutibili compiute con la riforma Fornero” oltre ad essere “una risposta sicuramente iniziale e tuttavia molto importante, concreta e anche coerente con il ddl delega”, dice.
Il contratto a termine, infatti, invita a riflettere Confindustria, “non è e non va visto come il simbolo della ”precarietà” tout court, bensì va considerato come uno strumento di flessibilità regolata e, come tale, è utilizzato in tutti i principali Paesi europei”. “Uno strumento – avverte – che amplia l’accesso all’occupazione e combatte la peggior forma di precarietà: la disoccupazione”. E in questo senso dunque, “sarebbe pertanto un errore, soprattutto nell’attuale situazione di incertezza che limita l’orizzonte in cui si trovano ad operare le imprese, non voler promuovere le assunzioni anche attraverso questo tipo di contratto”. A fronte di prospettive di crescita “ancora deboli e soprattutto incerte”, infatti, spiega ancora Panucci, “ampliare la possibilità di fare contratti flessibili per durata può costituire una leva importante per indurre le imprese ad accelerare la dinamica delle assunzioni e quindi ridurre il periodo di ”ripresa senza occupazione” che accompagna sempre le fasi di inversione positiva del ciclo economico”.
D’altra parte, ricorda, nel decennio 1998-2007, le politiche di flessibilizzazione del mercato del lavoro “hanno avuto in termini di aumento di nuovi posti di lavoro, oltre 3 milioni, dimezzamento del tasso di disoccupazione, innalzamento del tasso di occupazione femminile. Molto evidenti specialmente nel Centro-Nord”. Nello specifico, Confindustria chiede comunque alcuni ritocchi alle norme: che sia possibile che ogni livello di contrattazione collettiva, non solo quella nazionale, sia abilitato ad aumentare il limite del 20% di contratti ”acausali”; che si chiarisca che il limite del 20% si applica soltanto ai contratti a termine ”acausali” stipulati a far data dall’entrata in vigore del decreto legge e che siano fatte salve tutte le norme contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro “che hanno individuato percentuali di utilizzo dei contratti a termine ”causali”.