ROMA – Poveri ma belli. In tempi di crisi economica gli italiani vogliono sentirsi più giovani e non rinunciano ai rimedi anti-età, più o meno soft. Al nostro Paese spetta infatti il primato europeo per numero di filler, le 'punturine' riempitive delle rughe, ed è preceduto nella classifica mondiale solamente dagli Stati Uniti. Solo di acido ialuronico si 'consumano' almeno 150 mila fiale l'anno, laddove sono 60 mila le iniezioni di botulino consumate nel 2008. A citare alcuni dati della 'bellezza made in Italy' è Emanuele Bartoletti, segretario generale della Società Italiana di Medicina Estetica (Sime), intervenuto alla presentazione del XXX congresso nazionale della Sime, al via da oggi a domenica, a Roma.
Nella classifica europea dell'uso dei filler, l'Italia è seguita al secondo posto dalla Francia, al terzo dalla Spagna, al quarto dal Regno Unito. Per quanto riguarda invece i lifting, il primato nel Vecchio Continente spetta alla Francia. "In Italia sin dall'esordio delle tecniche anti-età – spiega Bartoletti – c'è sempre stato un forte terrore della chirurgia più invasiva, contrariamente invece alle tecniche più soft che da noi hanno subito preso piede, a partire dal vecchio collagene negli '80, passando per i filler permanenti, ancora molto usati nonostante quelli riassorbibili e temporanei di nuova generazione".
E' poi evidente che tutto ciò che ruota intorno al settore, che si tratti di chirurgia o medicina estetica, sta risentendo meno della crisi economica rispetto ad altri settori. "Basti pensare che l'uso del botulino anti-rughe è aumentato del 30% in questi primi mesi del 2009 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso", spiega Nicolò Scuderi, direttore della cattedra di Chirurgia plastica all'Università 'La Sapienza' di Roma.
"La tendenza alla quale stiamo assistendo – spiega Scuderi – è sostanzialmente di una buona tenuta del settore. Magari c'è una piccola riduzione nella richiesta di interventi più 'importanti', e ovviamente più costosi, come i lifting, ma per gli altri 'ritocchi' più soft non c'è alcun calo". Tanto che l'uso del botulino registra un aumento del 30%, ma tengono bene anche i filler spiana-rughe, i peeling e quant'altro. Insomma "gli italiani magari rimandano spese da 6-8 mila euro per un lifting ma non lesinano su qualche centinaio di euro per sentirsi più giovani", conclude il chirurgo.
Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign