Home Attualità Economia Confesercenti torna all’attacco sull’Ex Lebole

Confesercenti torna all’attacco sull’Ex Lebole

0

Mario Checcaglini direttore di Confesercenti interviene sulla questione della riqualificazione dell’area ex Lebole. “Il commercio non può rappresentare il volano degli sviluppi urbanistici delle aree da riqualificare” lo abbiamo affermato al momento dell’approvazione da parte del consiglio comunale del Comune di Arezzo, due anni fa, del piano per l’area Lebole, lo ribattiamo oggi in presenza di una difficoltà generalizzata del commercio.
“Oggi – spiega Checcaglini – siamo prossimi ad un ulteriore tappa, forse quella definitiva, di un percorso avviato da tempo che porta nell’area Lebole un centro commerciale anche se di dimensioni inferiori a quello prospettato all’inizio del percorso. Di dimensioni inferiori ma sempre in grado di far male al commercio che c’è. Questo non ci stanchiamo di riaffermarlo. Quanto farà male lo vedremo nei prossimi mesi, tanto più che le aperture che si prospettano solo in parte sono realizzate da operatori locali che ampliano la loro presenza in città, ma certamente una delle tre aperture secondo le indiscrezioni sarebbe una novità destinata a incidere pesantemente negli equilibri commerciali della città”.
“Confesercenti – prosegue Checcaglini – lo ha ribattuto da tempo, Arezzo ha bisogno di altri progetti per svilupparsi e con l’area Lebole si è persa un’occasione di fare qualche cosa di nuovo, che non esistesse già. I progetti di riqualificazione urbana continuano a chiedere sacrifici al commercio e questo avviene perché siamo un po’ tutti poveri di idee. La città ancora oggi non ha saputo e non sa calamitare risorse europee da destinare a progetti innovativi di riqualificazione. Cioè non riesce ad attirare investimenti di aziende estere che scelgono di investire nella nostra provincia per la loro presenza in Italia. Se la Toscana è seconda solo alla Lombardia in Italia per capacità di attrazione di investimenti stranieri, purtroppo tra le queste provincie c’è poco o per nulla Arezzo e il suo territorio”.
“Il dilemma – conclude Checcaglini – che ci è stato proposto in questo caso per l’area Lebole, ma vale anche per altre aree, è sempre lo stesso: le richieste che abbiamo, fanno riferimento esclusivamente a insediamenti commerciali, per il resto sono solo chiacchiere. C’è naturalmente del vero, spesso quello commerciale è l’investimento più disponibile e più facile da intercettare, ma è altrettanto vero che se la nostra realtà non è capace, e non riguarda la responsabilità della sola amministrazione comunale di Arezzo ma investe tutti gli attori del sistema economico, di intercettare nuovi investimenti, nuovi settori di sviluppo, nuove opportunità in comparti che qualifichino il nostro sistema produttivo il destino è quello di una lenta e inesorabile decadenza e impoverimento del territorio”.