I visitatori che hanno fruito delle varie strutture dell’Ecomuseo nel 2013 sono stati più di 26.000. I dati sono stati ricavati dai biglietti staccati e dalla stima dei partecipanti alle iniziative organizzate in corrispondenza delle vari antenne nel corso dell’anno. Se a questi numeri aggiungiamo le oltre 31.000 presenze del Castello di Poppi, inserito nella rete ecomuseale con le sue mostre permanenti, si giunge a oltre 57.000.
Un dato senza dubbio molto positivo, che, confrontato anche con i dati del rapporto pubblicato dalla Regione Toscana sulle presenze nei musei nel 2012, porta l’Ecomuseo del Casentino tra i primi istituti culturali visitati in provincia di Arezzo.
Il buon risultato raggiunto è sicuramente legato all’intenso lavoro di animazione socio-culturale portato avanti dal centro servizi della Rete Ecomuseale coincidente con il servizio CRED dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino e alla disponibilità e passione dei molti soggetti coinvolti, molti dei quali volontari.
Facendo un rapido ragguaglio delle attività messe in campo risulta che nell’anno scolastico 2012-2013 l’ecomuseo ha realizzato 55 moduli educativi per la scuola per un totale di 300 ore di attività attraverso il coinvolgimento di 11 istituti scolastici ubicati in provincia di Arezzo, ma anche in altre realtà toscane, corrispondenti a 63 classi per un totale di più di 1200 alunni. Sono state tuttavia realizzate anche attività didattico – educative rivolte ad altre tipologie di pubblico (anziani, famiglie, gruppi) che hanno coinvolto circa 330 utenti. Tra le attività culturali realizzate nel corso del 2013 si registrano: 2 mostre temporanee; 10 momenti di approfondimento tra convegni (la valorizzazione delle risorse turistico culturali locali, le ritualità tradizionali, la storia e le emergenze del Pratomagno), conferenze e seminari attraverso il coinvolgimento di specifici esperti; la stampa di una nuova pubblicazione inserita nella collana “Conoscere il patrimonio; circa quaranta eventi di vario genere (spettacoli, visite tematiche, escursioni, letture animate, degustazioni, iniziative musicali, rievocazioni e dimostrazioni) distribuiti su tutte le antenne della rete attraverso un lavoro capillare di valorizzazione condotto a stretto contatto con le associazioni ed i proprietari delle strutture.
Al di la degli aspetti quantitativi va rilevato anche l’alto livello di gradimento dei fruitori ricavato dall’analisi delle schede compilate, motivato soprattutto dal buon livello di accoglienza garantito dai gestori, soprattutto volontari, molto motivati. E’ stato attivato anche un progetto di qualificazione che coinvolge alcune antenne, in corso di realizzazione, che porterà al rinnovamento di alcuni allestimenti e apparati espositivi. Va infine sottolineato il percorso attivato, in accordo con la Regione Toscana, intorno alle tematiche dell’accessibilità e la sicurezza delle strutture, attraverso la definizione di un piano coordinato a livello di rete che ha previsto e procederà con interventi sul rilevamento dello stato dell’arte, la formazione dei gestori e la comunicazione. Un processo di qualificazione che coinvolgerà tutte e quindici le strutture e quindi tutto il territorio dell’Unione dei Comuni, per garantire migliori condizioni di accesso alla fruizione dei beni culturali da parte degli abitanti e dei visitatori.
“L’Ecomuseo del Casentino – ha sottolineato l’assessore dell’Unione dei Comuni Ivano Versari – rappresenta una realtà importante, radicata nel nostro territorio su cui continuare a lavorare, soprattutto verso una qualificazione della rete per una crescita del territorio”.