Roma, 18 dic. (Adnkronos Salute) – Siringhe, cateteri, flebo, bisturi. Ma anche protesi, garze e tanto altro: tutti prodotti che fanno parte del settore dei dispositivi medici, mercato che rappresenta complessivamente lo 0,7% del Pil. Caratterizzato da un alto livello di innovazione, questo settore mostra, rispetto all'economia nel suo complesso, un forte dinamismo. Ad esempio, il numero di occupati è cresciuto tra il 2003 e il 2009 a un tasso medio annuo del 7,1%, rispetto all'1,4% dell'economia italiana, e negli stessi anni il fatturato totale del settore è cresciuto a un tasso medio annuo dell'11,3%, rispetto al 2,1% dell'economia italiana. E' quanto emerge dal primo Rapporto sulla spesa rilevata dalle strutture sanitarie pubbliche del Ssn per l'acquisto di dispositivi medici (anno 2012)."L'analisi dei dati pubblicati nel Rapporto – spiega Marcella Marletta, direttore generale dei dispositivi medici, del servizio farmaceutico e della sicurezza delle cure del ministero della Salute – dovrà favorire l'avvio di un processo di benchmarking tra le diverse realtà, e spunti di riflessione a sostegno della razionalizzazione dei costi e del recupero dei margini di efficienza. Lo scopo principale è di favorire un modello di sistema sanitario che tuteli il diritto alla salute e l'equità di accesso alle cure migliori, in maniera responsabile e sostenibile anche per le future generazioni".Gli Stati Uniti d'America sono leader mondiale nella produzione e nel consumo di dispositivi. Nel 2011 – si legge nel Rapporto – il mercato statunitense era equivalente a quasi 106 miliardi di dollari, pari al 40% del mercato mondiale, seguito dall'Europa che detiene il 25% del mercato, dal Giappone con il 17% e dal resto del mondo con circa il 15%. In Europa, il mercato dei dispositivi medici genera un fatturato di circa 95 miliardi di euro l'anno e impiega oltre 500 mila persone. Il 70% del fatturato totale in Europa è generato in Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia e Spagna. L'8% del fatturato globale è reinvestito in Ricerca e Sviluppo, equivalente a circa 7,5 miliardi di euro l'anno e, mediamente, al deposito di un brevetto ogni 38 minuti.