Roma, 22 nov. (Adnkronos Salute) – Come riconoscere una protesi eseguita a regola d'arte e tutelarsi da prestazioni a basso costo, il cui risparmio è solo apparente. In occasione del 32esimo congresso internazionale Aiop, in corso a Bologna, gli esperti dell'Accademia italiana di odontoiatria protesica spiegano agli italiani, che con la crisi economica già in 600 mila si sono affidati al dentista low cost, come difendersi da cure definite di 'non qualità'. A tal proposito, l'Aiop ha stilato alcuni semplici consigli, un decalogo. Ecco alcune regole d'oro: la corona non deve risultare più alta degli altri denti, in pratica non deve 'toccare prima'; i contatti con i denti vicini devono essere precisi, occorre infatti poter usare il filo interdentale, che deve incontrare una buona resistenza senza rompersi o sfilacciarsi; la gengiva a contatto con il bordo della corona non deve arrossarsi o sanguinare; la corona non deve staccarsi accidentalmente; il colore della ceramica deve essere simile a quello dei denti vicini."Esistono procedure complesse per la produzione a regola d'arte di un prototipo, ad esempio una corona protesica in porcellana", spiega Leonello Biscaro, presidente Aiop. "Vi sono passaggi clinici e tecnici, attrezzature e competenze specifiche, spesso sconosciute alla popolazione. Se l'odontoiatra è il garante della correttezza della diagnosi e di tutte le procedure cliniche, all'odontotecnico spetta il fondamentale compito di assicurare la qualità dei materiali utilizzati, ottemperando alla direttiva europea 93/42 che l'Italia che recepito in maniera estremamente più rigorosa di altri Paesi europei, specialmente quelli oggetto del cosiddetto turismo odontoiatrico. Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare il cittadino-paziente sul fatto che, se è difficile rapportare la qualità al prezzo, è invece logicamente possibile rapportare la non qualità al costo di produzione: al di sotto del costo di produzione è verosimile ricevere una prestazione di non qualità".