Firenze, 22 nov. (Adnkronos Salute) – Italiani poco attenti alle calorie: distratti nella scelta dei cibi, ma virtuosi nel consumo di zuccheri, inferiore alla soglia limite dei 75 grammi al giorno. È quanto emerge dai dati dell?indagine Liz (Liquidi e zuccheri in Italia), raccolti su circa 2000 persone dai medici di famiglia della Simg (Società italiana di medicina generale), in collaborazione con Nutrition Foundation of Italy (Nfi). Lo studio viene presentato oggi al 30° Congresso della società scientifica in corso a Firenze e ha previsto la compilazione di due tipi di questionari, sul livello di informazione e sulle abitudini alimentari dei pazienti.Nel dettaglio i dati indicano che il 40% degli uomini e il 32% delle donne in Italia non fanno mai attenzione alle calorie assunte con il cibo e le bevande durante la giornata. Solo quando l?ago della bilancia si sposta verso destra cambiano idea. Però il livello di zuccheri introdotto con diversi tipi di alimenti (latte, succhi, bevande zuccherate, frutta, zucchero da cucina e dolci) è nettamente inferiore alle cifre raggiunte negli Stati Uniti e negli altri Paesi europei e si mantiene al di sotto della soglia indicata dagli esperti come limite. Gli uomini ne consumano ogni giorno 68 grammi e le donne 66 grammi (il saccarosio aggiunto rappresenta solo il 10% degli zuccheri totali). E solo poco più dell?1% dell?apporto calorico giornaliero deriva dalle bibite gassate. "La ricerca sul consumo degli zuccheri ? spiega Claudio Cricelli, presidente Simg ? apre la via a un più ampio progetto sui cosiddetti 'determinanti di salute', cioè sui fattori ambientali e sociali, legati agli stili di vita, all?attività fisica, all?alimentazione e all?istruzione". Queste informazioni, Continua Cricelli, "contribuiscono in maniera significativa alla definizione dello stato di benessere della persona. E, modificando alcuni 'determinanti', possiamo incidere sulla salute dei pazienti, prima di ricorre ai farmaci. Abbiamo realizzato infatti un network composto da 500 medici di famiglia che, in maniera strutturata, raccoglierà questi dati, inserendoli in un database dedicato. È la prima esperienza di questo tipo in Italia. I medici non solo inseriranno le informazioni nella banca dati, ma le comunicheranno ai pazienti che non sono sempre consapevoli dei propri errori". Lo studio Liz, in particolare, ha evidenziato una significativa discrepanza fra ciò che gli italiani dichiarano di fare e come si comportano in realtà. Ad esempio "il 39,6% degli uomini e il 48,6% delle donne sostiene di mangiare molta frutta, in realtà in media ne consumano solo 2 porzioni rispetto alle 3 consigliate", conclude Ovidio Brignoli, vicepresidente Simg