Varsavia, 24 ott. (Labitalia) – "Ci aspettavamo una legge di stabilità coraggiosa, che ponesse in maniera netta un taglio alla tassazione. Perché se non si riducono le tasse, in un paese manifatturiero come il nostro, i consumi non riprendono e le aziende licenziano. Volevamo più coraggio, quindi, e non questa buffonata nella quale non si sa neanche con precisione quello che vuole fare il governo, perché è lasciato a quello che si farà nel futuro". E? quanto afferma a Labitalia Marco Paolo Nigi, segretario generale della Confsal, in occasione del Consiglio generale del sindacato che per questa seconda edizione del 2013 si tiene a Varsavia. "Abbiamo sostenuto con forza la priorità di una congrua ed equa defiscalizzazione delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti e delle pensioni. Così come abbiamo sostenuto un intervento graduale, ma significativo sul cuneo fiscale per la riduzione del costo del lavoro attraverso detrazioni per i lavoratori e l?abbattimento della componente lavoro nella formazione dell?imponibile Irap, sollevando le imprese virtuose che assumono e investono in innovazione", ricorda Nigi che indica anche come ?ricetta? per reperire le risorse una vera lotta all?evasione fiscale. E, di fronte a "risposte concrete sul piano socio-economico e occupazionale che sono mancate clamorosamente", la Confsal annuncia che ?la nostra battaglia continua in Parlamento, con l?obiettivo di migliorare il testo con particolare riguardo alle penalizzazioni per lavoratori e pensionati e alla crescita occupazionale". Per la Confsal, nella legge di stabilità emergono "apprezzabili idee" che, tuttavia, nello stesso testo "sono mortificate per l?esiguità del finanziamento". Nella sostanza, riassume Nigi, "emerge una certa continuità con i precedenti provvedimenti governativi, molto deboli per incidere positivamente sulla crescita economica e sull?occupazione e per fare equità"."Non potranno esserci effetti positivi sul potere d?acquisto delle retribuzione dei lavoratori dipendenti -avverte- e quindi sull?andamento della domanda interna in funzione dello sviluppo. La esigua riduzione del cuneo fiscale non porterà alcun beneficio concreto ai lavoratori dipendenti, così come non sposterà più di tanto l?equilibrio finanziario delle imprese e le loro potenzialità occupazionali. L?introduzione della nuova service tax con il tributo sui servizi, Trise, compensa finanziariamente l?Imu e la Tares. Per la riduzione della spesa il provvedimento governativo adotta ancora il discutibile e penalizzante metodo dei tagli lineari".