Milano, 21 ott. (Adnkronos Salute) – Cinque under 18 su mille non parlano, fanno fatica a capire le parole degli altri o presentano gravi disturbi della comunicazione. In Italia si tratta quasi 50.000 bambini e adolescenti, di cui circa 8.000 solo in Lombardia. Se ne parlerà domani e mercoledì, 22 e 23 ottobre, all'Irccs Mario Negri di Milano in occasione del convegno 'Bisogni comunicativi complessi e partecipazione nei contesti di vita: verso una conoscenza diffusa?'. Oltre 300 i partecipanti già iscritti. Dei giovanissimi con gravi problemi di comunicazione, "alcuni hanno anche problemi motori – spiega Antonella Costantino, direttore Unità operativa di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (Uonpia) della Fondazione Policlinico di Milano – altri una sindrome genetica o un disturbo autistico. Per tutti, crescere e apprendere senza la possibilità di comunicare è molto difficile, e sono necessarie modalità che permettano di comunicare lo stesso anche senza la voce, attraverso interventi di 'comunicazione aumentativa'". In altre parole, chiarisce Maurizio Bonati, a capo del Dipartimento salute pubblica dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri , "possono essere utilizzati sistemi di simboli o di immagini, in cui tutte le figure usate hanno scritta sopra la parola o il verbo che rappresentano. Il bambino può così riconoscere le immagini e l'interlocutore leggere le parole. Possono essere usati strumenti digitali programmati per 'prestare' la voce quando necessario, o avanzate tecnologie informatiche. L'intero ambiente deve utilizzare un linguaggio scritto, parlato, visivo adeguato alle capacità del bambino e che deve essere implementato e garantito nel tempo, con il continuo coinvolgimento di genitori e insegnanti". I pazienti, avvertono però gli esperti, "troppo spesso non riescono ad accedere agli interventi di supporto alla comunicazione indispensabili, o devono farlo in centri molto lontani da casa". E' per questo che, dal gennaio 2010 e con il contributo della Regione Lombardia, la Asl di Milano ha attivato uno specifico progetto con l'obiettivo di garantire a tutte i ragazzi con bisogni comunicativi complessi e alle loro famiglie la possibilità di accedere precocemente e nel proprio territorio. Il progetto ha visto la partecipazione di 22 Uonpia lombarde e del 'Mario Negri', ed è coordinato dal Centro sovrazonale di comunicazione aumentativa della Fondazione Policlinico."I risultati ottenuti possono essere così sintetizzati", riassume Costantino: "Formazione degli operatori sanitari, dei genitori e degli insegnanti; strutturazione di nuove modalità di supporto e consulenza a distanza; sensibilizzazione del territorio attraverso iniziative a cui hanno partecipato più di 4.000 persone; creazione e diffusione di materiali informativi mirati; strutturazione di gruppi di operatori competenti in Caa (Comunicazione aumentativa/alternativa) in più dell'80% delle Uonpia lombarde".Al convegno il percorso del progetto e i risultati ottenuti saranno descritti attraverso le parole dei protagonisti, genitori, insegnanti e operatori. Si approfondirà inoltre come strumenti nati per bambini con grave disabilità siano divenuti importanti supporti alla crescita di tutti i bambini. L'evento è aperto alla partecipazione di genitori, insegnanti e operatori del settore.