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La poesia di Federico Batini in tournèe

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TOSCANA – Io una poesia, tu mi paghi un'aranciata, la fortunata antologia poetica di Federico Batini edita da Zona, dopo la presentazione a Firenze l'11 giugno scorso, in Consiglio Regionale insieme a Enzo Brogi, prosegue il suo tour di reading e incontri poetici. Sabato 2 agosto alle 21 a Civitella in Valdichiana, nell'ambito della festa democratica, l'autore presenta la sua antologia insieme all'attore Francesco Botti. Ultimo impegno con la poesia e le letture poetiche il 17 agosto a Magione (Pg) nell'ambito di “Poesia nei Cortili”, festival poetico dedicato quest anno dedicata a Cesare Pavese, dove Batini terrà un reading a quattro mani insieme al poeta Gabriel Del Sarto dal suggestivo titolo “Tu dura e dolcissima parola”, un omaggio a Cesare Pavese attraverso le antologie poetiche dei due autori.
Io una poesia, tu mi paghi un'aranciata
Sulla scia di autori come Armitage, fenomeno europeo, o di autori ormai classici della poesia italiana come Penna e Gozzano, Batini con un linguaggio quotidiano, pop, semplice, ma sorvegliatissimo, con un tono sempre in bilico tra l’elegiaco e l’ironico, il nostalgico ed il caustico, il malinconico ed il cinico, riesce nell’impresa di avvicinare la poesia al nostro tempo.

Dalla presentazione di Enzo Brogi, consigliere regionale della Toscana
«Il libro è l’originale proposta di scambio di Federico Batini. Federico è un insegnante, uno scrittore, un poeta, un creativo, uno che si occupa di narrazione, orientamento, formazione… E’ una specie di disco volante a più motori… spazia fra mille attività, ma lo trovi anche sempre ben piantato a terra. Le sue poesie, infatti, non stanno sulle nuvole, ma nella vita quotidiana. Il suo è un gioco linguistico dal timbro malinconico, a tratti spietato, divertente. Un verseggiare che batte un ritmo. Certo, coinvolgere il pubblico nella lettura di poesie oggi non è facile. Oggi più spesso le poesie si ascoltano, attraverso le canzoni. Quelle di Federico, si possono anche leggere».

La recensione di Loretta Sebastianelli
«Quello di Federico Batini è un libro che scorre e quando hai finito di leggerlo, ricominci. Lui non si definisce un poeta, ma l'inquietudine che accompagna le sue pagine zampilla ovunque dalla china. La sua Rivendicazione retorica non basta a non denominarlo “poeta”. Profuma di novità questo libro. Profuma di quel sapere che permette di trasgredire. Pur usando, a volte, un linguaggio poetico usuale dal punto di vista della metrica, Federico Batini ha una poetica multiforme. Usa le metafore, le rime, le allitterazioni e le consonanze in un contesto innovativo. Ai suoi pensieri che non hanno requie si sommano quelli del lettore, accompagnato dalla pioggia delle sue parole. Un libro di canti e lamenti, né elegiaco, né decadente. Un libro scritto in apnea, che non restituisce ossigeno neanche quando lo leggi».