Home Nazionale Staminali: Lorenzin, mi assumo ogni responsabilita’ e capisco famiglie

Staminali: Lorenzin, mi assumo ogni responsabilita’ e capisco famiglie

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Milano, 11 ott. (Adnkronos Salute) – "Mi assumo la responsabilità piena delle scelte che abbiamo preso e del perché le abbiamo prese". Così, intervistata oggi da Rai Radio 1, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin torna sullo stop alla sperimentazione del metodo Stamina, ribadendo di essere "molto rammaricata per le famiglie" dei malati, alle quali "avrei avuto piacere di dare una bella notizia. Bisogna però agire con buon senso e rigore". Lorenzin spiega di non provare "nessun rancore o fastidio" dopo le dure reazioni all'annuncio di ieri, ma di sentire solo una "grande comprensione umana. Centinaia di persone disperate – osserva – sono state 'alimentate' in questi mesi, senza nessun riguardo per la loro malattia, da chi diceva che c'era una cura miracolosa. Ora è evidente che debbano convogliare rabbia nei confronti di qualcuno". Lorenzin ripete di non voler replicare alle accuse di Vannoni, "perché gli ha risposto tutto il mondo scientifico non solo italiano, ma mondiale, ritenendo il suo trattamento inefficace, insicuro" e al di là di "tutte le normali procedure di presentazione di scoperte scientifiche alle quali si sottopongono tutti gli scienziati del mondo". Quanto alle associazioni che hanno espresso l'intenzione di denunciare ministro e Governo per crimini contro l'umanità, "non lo so – risponde – e sinceramente non mi interessa. Le persone fanno quello che ritengono più opportuno". Il ministro tiene a ricordare che, "quando abbiamo scritto la legge" che prevedeva la sperimentazione sul metodo Stamina, "abbiamo già detto che andavamo oltre le normali procedure applicate a tutti i metodi scientifici. Ma nonostante tutte le deroghe" concesse sul trattamento, "c'erano due paletti: che il metodo fosse ripetibile, perché questa è la base di ogni preparato farmacologico, e che non fosse pericoloso per i pazienti. Vannoni, con grande ritardo, ha presentato il protocollo. Questo è stato esaminato dai massimi esperti di terapie cellulari in Italia. E loro hanno stabilito che il metodo non si poteva replicare, quindi non si poteva rendere sperimentabile, e che era molto insicuro per pazienti. Non solo: avevamo chiesto se si potevano fare delle modifiche", ma da Stamina "hanno detto che protocollo andava lasciato così com'era e non ci potevano essere modifiche. A quel punto – conclude Lorenzin – il comitato si è espresso come si è espresso".