Home Nazionale D’Anna (Pdl), direttiva Ue sul tabacco inefficace, favorisce contraffazione

D’Anna (Pdl), direttiva Ue sul tabacco inefficace, favorisce contraffazione

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Napoli, 7 ott. (Labitalia) – "Che il fumo faccia male, è risaputo. Che finora nullo sia stato fatto in materia di dissuasione e prevenzione, lo è altrettanto. Resta il fatto che la nuova direttiva Ue sul tabacco non solo non affronta l?argomento nella sostanza, ma anzi rischia di favorire il mercato della contraffazione con grave nocumento proprio di quella salute pubblica che lo stesso dispositivo si propone di tutelare". Lo dice il senatore Vincenzo D?Anna (Pdl), vicepresidente della commissione Politiche dell?Unione europea di Palazzo Madama, puntando il dito contro "la norma, attesa domani al vaglio del Parlamento di Bruxelles, che tra le altre misure -si legge in una nota- propone la messa al bando delle slim (le sigarette sottili), il divieto di utilizzare alcuni ingredienti come il mentolo, l'imposizione di un pacchetto 'neutro' generico (privo cioè di marchio) e l'imposizione di immagini choc sui contenitori". "Parliamoci chiaro -spiega D'Anna- non esiste, al momento, alcun dato scientifico che sia in grado di dimostrare che, da queste stesse misure possa poi scaturire, in automatico, anche la diminuzione dei tassi di diffusione del fumo. Già da anni, d'altronde, circolano in Italia pacchetti con forti scritte dissuasive. Eppure le sigarette si comprano lo stesso perché i consumatori, con il passare del tempo, vi fanno l'abitudine. E scatterebbe sicuramente lo stesso meccanismo anche in presenza di immagini choc sui contenitori, da considerarsi alla stregua di mero quanto inutile palliativo". Ma c'è dell'altro, aggiunge il parlamentare del Pdl: "Così operando, infatti, potrebbe esserci il forte rischio di facilitare il mercato della contraffazione. Questo perché, nel caso del pacchetto generico, il consumatore affezionato, tenderà comunque a ricercare il suo brand preferito sul mercato illegale ritrovandosi, di conseguenza, a fare i conti con materiali scadenti, privi di controllo sanitario". Senza dimenticare le ricadute che una situazione del genere potrebbe avere sul comparto dei produttori, "i quali si vedrebbero costretti, inevitabilmente, a competere sul prezzo, a tutto discapito della qualità".