Strasburgo, 7 ott. (Labitalia) – Presto in Italia potrebbe diventare obbligatoria la vendita di pacchetti di sigarette ricoperti da terrificanti immagini di malattie, come già avviene in Australia. Per di più, sarebbe vietato l'utilizzo di copri-pacchetti, scomparirebbero le sigarette slim e al mentolo e il commercio delle sigarette elettroniche subirebbe forti restrizioni. Tutto questo se sarà approvata la direttiva europea sui prodotti del tabacco che verrà votata, in via definitiva, a Strasburgo domani, martedì 8 ottobre. Il comitato Save the Choice, forte delle oltre 20mila firme raccolte in pochi mesi su scala nazionale via tablet, con invio immediato agli europarlamentari, nella sua petizione contro il provvedimento, lancia oggi il suo ultimo appello: "L'Europa sia ragionevole e ascolti la voce dei cittadini". E lo fa dopo aver inviato una lettera aperta al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e alla stampa, sul rapporto tra Stato e individuo e sulla facoltà di scelta e consumo di ogni singolo."Lo hanno confermato -dichiara la portavoce di Save the Choice, Annalisa Chirico- anche le ultime ricerche: gli Italiani non vogliono questa direttiva sul tabacco. Si sentono cittadini, non sudditi. In questi mesi abbiamo raccolto, nelle piazze, per le strade e grazie alla rete, migliaia di firme contro un divieto assurdo, che anziché aumentare la tutela per la salute è destinato ad arricchire le mafie del contrabbando e della contraffazione. Ci auguriamo che a Strasburgo prevalga il principio della ragionevolezza contro quel furore ideologico che ha ispirato, sino a oggi, un provvedimento guazzabuglio". La petizione del comitato, che come ultime tappe ha toccato le città di Milano, Torino, Padova e Bari, è stata sostenuta da noti personaggi del panorama economico e sociale, dal politologo Edward Luttwak al presidente di Assoelettrica, Chicco Testa, passando per il giornalista Filippo Facci e il parlamentare del Pdl Antonio Martino, nonché da noti artisti che hanno realizzato delle opere per la campagna. E il ministro delle Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, ha più volte sottolineato i danni che potrebbero derivare, per effetto della direttiva, alla filiera italiana del tabacco che impiega 190mila addetti e che nel 2012 ha assistito a una contrazione delle superfici coltivate di un terzo rispetto al 2011. Secondo Save the Choice, che ha anche lanciato sui social network 'Divietik', la campagna che ironizza contro assurdi divieti e censure, sono almeno cinque i motivi validi per avversare il provvedimento europeo: limita la scelta di cosa consumare, dimenticando la salute; toglie la possibilità di passare dalle sigarette a prodotti alternativi; darà linfa alla malavita e alla contraffazione; predilige la paura a danno della corretta informazione; rappresenta un precedente, cosa verrà proibito la prossima volta?'Oggi tocca al tabacco, domani a quali prodotti?', è il claim che Save the Choice ha scelto per la sua petizione nazionale che, spiega l'associazione "lontana dall'essere un'apologia del fumo, non è nient'altro che un'energica presa di posizione a favore dell?individuo e della libertà d'impresa e consumo".