Home Nazionale Studio italiano rivela, bebe’ ‘social’ fin dalla nascita

Studio italiano rivela, bebe’ ‘social’ fin dalla nascita

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Milano, 4 ott. (Adnkronos Salute) – L'uomo è un 'animale sociale' fin nel Dna. Tanto che, già nei primi minuti di vita, dietro i classici vagiti ogni bebè nasconde grandi potenzialità di interazione. E' la conclusione di uno studio condotto dall'italiana Teresa Farroni, e pubblicato su 'Scientific Reports' (Nature), che mostra come l'attivazione selettiva per gli stimoli sociali si correla con l'età del neonato espressa in ore. E aumenta con l'esperienza fin dalle primissime ore di vita. Già appena dopo il parto, un'esperienza anche minima di interazione sociale con un volto umano – spiegano i ricercatori – può essere sufficiente a stimolare un'attivazione nelle regioni corticali bersaglio. Una delle più importanti abilità del cervello umano – ricordano gli esperti – è quella di elaborare in modo dettagliato tutte le informazioni che provengono dai membri della stessa specie. In molti anni di ricerca si è cercato di capire se questa specializzazione sia principalmente il risultato di un adattamento 'filogenetico', oppure se il cervello si specializza sulla base delle continue stimolazioni sociali che riceve dall'ambiente circostante. Il team di Farroni, del Dipartimento di psicologia dello sviluppo e della socializzazione dell'università di Padova, e del Centre for Brain and Cognitive Development, Birkbeck, università di Londra, ha misurato la risposta cerebrale in neonati nei primissimi giorni di vita, durante la visione di video che rappresentavano diverse azioni umane o movimenti meccanici. Mentre è stata osservata un'attivazione selettiva verso le azioni umane comunicative, come per esempio un volto che si muove di fronte al neonato, nelle aree bilaterali della corteccia temporale posteriore – riassumono gli autori – non si è invece rilevata alcuna attivazione quando venivano presentati stimoli non comunicativi, come per esempio un braccio umano che si muove o movimenti di altri oggetti dinamici. Per Dino Faraguna, del Dipartimento di pediatria dell'ospedale di Monfalcone e Irccs materno-infantile Burlo Garofolo, Trieste, "questo lavoro è di estremo interesse ed esprime l'importanza di considerare il neonato attivo fin da subito nell'elaborare gli stimoli ambientali e in special modo gli stimoli sociali. Grazie alla collaborazione con Danica Dragovic della Pediatria dell'ospedale di Monfalcone, che ha consentito la ricerca, queste conoscenze possono essere condivise da tutti" Con Farroni hanno collaborato, oltre a Faraguna, Antonio Chiarelli e Arcangelo Merla, dell'Infrared Imaging Lab. Itab-Institute of Advanced Biomedical Technologies and Dept. of Neuroscience and Imaging, università di Chieti-Pescara; Sarah Lloyd-Fox e Mark H. Johnson, del Centre for Brain and Cognitive Development, Birkbeck, University of London (Uk); Stefano Massaccesi, del Dipartimento di psicologia dell'università di Padova; Valentina Di Gangi e Tania Mattarello, del Dipartimento di psicologia dello sviluppo e della socializzazione dell'università di Padova.