Roma, 4 ott. (Adnkronos Salute) – La tutela della 'salute globale' deve mettere in gioco tutte le forze in campo, dai professionisti della sanità alle istituzioni, fino ai cittadini comuni. Un tema difficile, soprattutto al luce del nuovo dramma dell'immigrazione che si è consumato a Lampedusa in questi giorni, al centro oggi del convegno "Promozione della salute e cooperazione internazionale", in corso a Roma, al ministero della Salute. "Il tema della tutela della salute globale ha fortissime implicazioni umane e sociali, tali da rendere ineludibile un confronto con la dimensione etica legata al ruolo politico e alla responsabilità della professione medica, ma non solo", ha spiegato Maurizio Benato, vicepresidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) e, insieme al presidente Amedeo Bianco, promotore dell?evento. "Faccio riferimento ? continua – a una visione della salute che va ben al di là della realtà medica e che chiama in causa istituzioni locali, nazionali e internazionali, i governi, le associazioni della società civile, e soprattutto i Cittadini comuni. Con un unico filo conduttore: quello dell'affermazione della salute come un diritto universalmente sancito e riconosciuto". Con questo incontro, ha spiegato Benato, "vogliamo promuovere azioni politiche concrete che garantiscano equità, accessibilità, qualità e adattabilità degli interventi sanitari, laddove povertà ed esclusione sociale si sommano allo svantaggio della malattia". "Il tema che trattiamo oggi – ha detto Amedeo Bianco all'apertura dell'incontro – è un tema sensibile, e gli eventi di questi ultimi giorni lo sottolineano con tragicità. Siamo consapevoli del contesto, e soprattutto dei nostri limiti, ma vogliamo dare una risposta a una grande domanda. Non la risolveremo, ma aiuteremo chi puó farlo a trovare un filo d'Arianna per decidere", ha concluso.