Roma, 30 ago. (Labitalia) – "Al di la' del giudizio tecnico sulla efficacia e sulla equità delle misure, quello che possiamo dire con certezza è che l'intervento sull?Imu non è fra le priorità del paese". Questo il giudizio diWalter Schiavella, segretario generale della Fillea Cgil, per cui nel pieno di una crisi spaventosa "per il paese e, in particolare, per il settore delle costruzioni, la vera priorità era e resta il lavoro, la sua qualità e la sua remunerazione". Per il numero uno degli edili Cgil "almeno una parte degli oltre 4 mld spostati per finanziare l?abolizione dell?Imu sarebbe stato meglio impiegarla per un intervento sul carico fiscale dei lavoratori dipendenti, lasciando la parte restante per un intervento selettivo nei confronti delle imposte sulla casa capace di salvaguardare i redditi più bassi e di colpire la rendita". E "diventa sempre più urgente una riforma del catasto, sulla quale ci piacerebbe vedere lo stesso zelo dimostrato sulla vicenda Imu."Da lì per Schiavella "possono scaturire le risorse per un grande pianodi recupero del territorio e delle città che, insieme al rilancio dellaspesa per le infrastrutture, può davvero far ripartire il settore". Per la Fillea "le misure adottate nel decreto – seppur in alcuni casi utili, come quelle relative all'esenzione Imu su invenduto e al Per questo il leader della Fillea non condivide l?entusiasmo dei costruttori "anche perchè quel poco lavoro che da subito potrebbe ripartire attraverso le misure di questo decreto e di quello del fare (bonus energetici, ristrutturazioni) rischia di essere lavoro irregolare, grazie all?indebolimento delle norme sul Durc e sulla sicurezza"."Mi sembra che anche questa volta non si sia usciti dallo schema che ha prevalso in questi ultimi anni – conclude Schiavella – ovvero prima i conti, poi le imprese e alla fine, solo alla fine, il lavoro".