Trieste, 2 ago. (Labitalia) – Un "metodo" con il quale l'amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia "intende rafforzare le condizioni per una effettiva ed efficace partecipazione al processo di definizione delle fondamentali scelte di politica economica e sociale della Regione". Questa la premessa del 'protocollo sulla politica regionale della concertazione', firmato ieri a Trieste dalla presidente della Regione, Debora Serracchiani, assieme all'assessore al Lavoro, Loredana Panariti, con il presidente di Confindustria Friuli Venezia Giulia, Alessandro Calligaris, e i segretari regionali della Cgil, Franco Belci, della Cisl, Giovanni Fania, e della Uil, Giacinto Menis. "Vogliamo imprimere un nuovo passo ai rapporti istituzionali fra la Regione da un lato, le associazioni imprenditoriali e i sindacati dall'altro", ha detto la presidente Debora Serracchiani. "C'è stata – ha aggiunto Serracchiani – una volontà concorde nel darci delle regole per la concertazione. Il protocollo che abbiamo firmato è uno strumento semplice e snello, di attivazione immediata, che ci permetterà di muoverci in modo compatto. E' insomma un meccanismo istituzionale, un metodo di lavoro per venir fuori assieme dalla crisi, in una logica di sistema". Oltre all'istituzione di una serie di tavoli specifici di carattere settoriale/territoriale e a un''unità di crisi', per affrontare le emergenze occupazionali e aziendali, la nuova architettura della concertazione prevede di coinvolgere le parti sociali anche sui temi generali di politica economica e sociale della Regione, sugli interventi legislativi, sui provvedimenti finanziari e sulle riforme istituzionali. Soddisfazione per la firma del documento è stata espressa dal presidente degli industriali Calligaris e dai segretari regionali dei sindacati confederali. Tutti hanno sottolineato la necessità di "remare nella stessa direzione" per garantire la coesione sociale e la ripresa economica, con uno strumento come il protocollo, che permette di "fare rete". Per i segretari confederali, con il documento sottoscritto si rilancia il metodo della concertazione in Friuli Venezia Giulia e si riafferma la "centralità del sindacato". Accanto ai tavoli di confronto su temi di carattere generale, il protocollo prevede l'attivazione di tavoli settoriali/territoriali.