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Pantini (Nomisma): tenuta filiera tabacco a rischio

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Roma, 31 lug. (Labitalia) – "La tenuta della filiera del tabacco in Italia è a rischio. Già nel 2012 sono emersi segnali preoccupanti: dal -30% delle superfici coltivate a tabacco, alla crescita del mercato illegale dei prodotti da fumo, pari ormai al 10% dei consumi totali, con perdite di valore per produttori, distributori ed Erario. Tra l?altro, lo scenario futuro non è incoraggiante. Con la nuova Pac e la revisione della direttiva prodotto, la sostenibilità della filiera appare veramente in pericolo". A dirlo è Denis Pantini, direttore area Agricoltura e Industria alimentare di Nomisma, che oggi ha presentato a Roma il 'XVI Rapporto sulla filiera del tabacco in Italia' di Nomisma. Preoccupati anche i tabaccai. Per Giovanni Risso, presidente Fit, la Federazione italiana tabaccai, "la preoccupazione è che con le nuove disposizioni comunitarie si arrivi a un'autentica guerra dei prezzi". "Ci preoccupa – ha avvertito – il forte calo del reddito a favore dei tabaccai. Il 10% dei tabaccai italiani (che sono in totale 56.000) è a rischio chiusura". Oriano Gioglio, presidente Unitab, ha rimarcato come "in Italia la produzione di tabacco è oggi poco più di 50.000 tonnellate". "E? assurdo pensare – ha detto – che fino a 10 anni fa la produzione era superiore al consumo. Oggi è il contrario e il prodotto importato fornisce minori garanzie in particolare a livello di controlli sulla qualità. Da parte del ministero dell'Agricoltura dopo 100 giorni di attività non è stato ancora organizzato un incontro con la filiera. Sollecitiamo -ha concluso- un incontro da tenersi entro la prossima settimana". A seguire Luigi Auriemma, amministratore delegato Omt Italia, ha evidenziato come "rispetto all'articolo 38 contenuto nella riforma della Pac è evidente l'ipocrisia riguardo al tabacco". "Il prodotto – ha spiegato – risponde pienamente ai requisiti ma è volutamente escluso. La Pac non basta, occorre intervenire sul mercato. Molto è stato fatto con gli accordi con le manifatture ma occorre intervenire attraverso una semplificazione della filiera per garantire maggiore redditività ai produttori". A conclusione, Fernanda Cecchini, assessore all'Agricoltura della Regione Umbria, ha ricordato come "al ministro dell'Agricoltura chiederemo nell'incontro odierno di vigilare attentamente per la programmazione dei prossimi 7 anni, con un sostegno alle aree tabacchicole"."Sostegno che deve affiancarsi a quello rivolto alle aziende. In Umbria il 75% del territorio umbro è tabacchicolo. Per mantenere l'occupazione e la coesione sociale in Umbria come nelle altre Regioni interessate abbiamo bisogno di un intervento specifico", ha concluso.