IC Piero della Francesca: “Siete pronti a imparare giocando?” è così che iniziano alcune lezioni nella classe terza della scuola primaria di Pratantico, dell’istituto comprensivo Piero della Francesca di Arezzo. Sui visi dei bambini si stampa subito un grande sorriso e le loro mani iniziano a muoversi, scatenando il tipico rumore dei Lego®.
Vengono affrontati gli stessi argomenti didattici di tutte le classi d’Italia ma sfruttando i principi della Neurodidattica e della metodologia Lego® Serious Play con l’obiettivo di facilitare l’acquisizione di competenze non solo disciplinari, ma anche sociali, cognitive e personali.
Lego® Serious Play è una metodologia di facilitazione ideata per migliorare l’innovazione e le prestazioni aziendali. Fuori dall’Italia questa metodologia è utilizzata anche in contesti educativi nelle scuole secondarie, nei college o università.
Per la prima volta viene applicata all’interno di una scuola elementare, proprio per la sua natura di essere una metodologia fortemente inclusiva, che permette a tutti i bambini di sfruttare le proprie potenzialità, partecipando attivamente secondo le loro capacità e personalità. Permette inoltre di condividere idee e costruire un progetto condiviso, stimolando l’ascolto attivo e il rispetto per le idee degli altri.

“Abbiamo lavorato su contenuti didattici nelle varie discipline ma anche sulle Life Skills trattando argomenti molto attuali come quello della pace.
I bambini hanno costruito che cos’è per loro la pace cercando di spiegarla a noi adulti. La pace per loro è aiutare gli altri, anche quelli che non sono sempre stati buoni con te; è volersi bene, proteggersi a vicenda e rispettare l’altro, è sapersi perdonare” ci racconta emozionata Elisa, una delle promotrici del progetto. Progetto fortemente condiviso e voluto dalle famiglie dei bambini stessi, che si son mossi fin dagli esordi per dare il proprio contributo affinché questo diventasse realtà.
Dopo i primi mesi di prova, grazie alla collaborazione intercorsa con l’Università degli Studi di Siena, nello specifico con il prof. Mario Giampaolo e la prof.ssa Nicolina Bosco, la sperimentazione Lego® Serious Play ha avviato il processo verso la validazione didattico-educativa della metodologia nella scuola primaria.
Il crescente interesse nel mondo dell’Istruzione verso questa innovativa e rivoluzionaria metodologia è entusiasmante e davvero globale, basti pensare che le insegnanti di questa piccola scuola di campagna, stanno già collaborando con Liam Isaac, Head of Engineering, Enterprise and Technology al Cheltenham Ladies’ College (Regno Unito) e SERIOUS WORK Ltd, che utilizza la metodologia al college e sta curando una pubblicazione sull’argomento.
“…Siamo orgogliosi del percorso intrapreso e simo certi della ricaduta positiva che ha sui nostri bambini, lo sperimentiamo ogni giorno… “prosegue l’insegnante, raccontandoci come il tutto ha avuto origine.
Il primo approccio a questa metodologia risale infatti al 2020 grazie al fortunato incontro tra l’Associazione Spazio3, la dott.ssa Daniela Chiru, – LEGO® Serious Play® Associate Trainer- e le insegnanti.
Le menti si sono accese e ne è nata una collaborazione che, anche se rallentata dalla pandemia, non si è mai fermata.
Grazie all’associazione Spazio3, a La Casa del Bambino di Soci e a tutte le persone che hanno contribuito alla raccolta fondi, le insegnanti hanno effettuato con la dott.ssa Chiru un corso di formazione che le ha preparate per l’utilizzo della metodologia.
Ad inizio 2022 L’associazione Spazio3 ha dato in comodato d’uso alla scuola primaria di Pratantico il kit LEGO®, ed un’area dedicata è stata costituita. Inaugurazione avvenuta il 21 Marzo alla presenza della dott.ssa Daniela Chiru, che ha tenuto una dimostrazione pratica con i bambini, veri protagonisti della giornata, del prof. Mario Giampaolo e della prof.ssa Nicolina Bosco – Università degli Studi di Siena e della dott.ssa Rossella Esposito – dirigente scolastico I.C. Piero della Francesca.
“La scuola ha sofferto tanto in questi due anni, tra didattica a distanza e quarantene, ed è per questo che noi insegnanti abbiamo deciso di continuare a fare ricerca, cercando nuovi modi per essere efficaci e in linea con le necessità educative degli alunni… perché imparare è un gioco meraviglioso!” conclude Manuela, una delle insegnanti coinvolte nella sperimentazione.