(AdnKronos) – “In molti paesi la pratica delle mutilazioni è stata definita illegale, ma gli interventi di tipo normativo, pur fondamentali, non bastano”, spiega Barbara Costa. “Serve un lavoro di prevenzione e accompagnamento delle comunità e di sfida ad alcune convinzioni, svolto secondo una logica non stigmatizzante ma cercando di costruire ponti di vicinanza. Grazie all’adozione a distanza lavoriamo ad ampio spettro su attività educative, formative e di empowerment, per superare pratiche che ancora oggi impediscono alle donne di essere libere”.
Sebbene molti Stati abbiano varato leggi nazionali che vietano la pratica e dal 2008 oltre 15mila comunità abbiano dichiarato di averla accantonata, l’attuale tasso di abbandono delle mutilazioni genitali femminili non è abbastanza elevato da controbilanciare la crescita della popolazione, con il rischio che i casi di mutilazione possano aumentare nei prossimi anni.