(AdnKronos) – Dal punto di vista del business, “lo stato di salute delle aziende familiari italiane è buono: negli ultimi anni, il livello delle assunzioni è cresciuto del 15%, diversamente dalle filiali italiane di imprese estere, dove non ci sono state, o dalle aziende statali, che hanno diminuito la forza lavoro”. Nel caso di Versace e di altri big della moda, secondo Voltattorni, ciò che bisogna “proteggere e conservare” non è tanto il brand ma la filiera produttiva alle spalle dei marchi. “Quello che passa sottotraccia nel settore della moda è che spesso le aziende francesi e americane comprano non solo i marchi ma anche chi produce per loro, riconoscendo il valore della manifattura italiane”. Insomma, se dopo un’acquisizione “la produzione e la managerialità restano in Italia è un assoluto valore”.
Nel caso delle aziende familiari, la sfida oggi non è più rappresentata solo dal passaggio generazionale (“sul quale c’è maggiore consapevolezza da parte degli imprenditori”), ma proprio dal passaggio dimensionale, che impone di “entrare in un contesto internazionale di aziende e mercati molto più grandi e competitivi”. Per questo, non servono solo acquisizioni, ma anche “dotarsi di team manageriali con una visione internazionale, che sappiano far crescere l’azienda di famiglia”.