Home Nazionale Titoli Stato: deflussi fondi e spread, ‘rischio è perdere treno liquidità’/Adnkronos

Titoli Stato: deflussi fondi e spread, ‘rischio è perdere treno liquidità’/Adnkronos

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Milano, 27 ago. (AdnKronos) – La fine dell’estate è vicina e lo spread ‘tiene’ a 280 punti base, ma potrebbe essere solo la quiete prima della tempesta. I picchi oltre 300 punti non sono più stati toccati, ma da quel maggio sull’ottovolante per le obbligazioni governative il differenziale è aumentato in media di cento punti rispetto ai primi cinque mesi dell’anno, quando era stabile intorno ai 130-140 punti, e il rendimento del Btp decennale è ormai da qualche settimana stabile attorno alla soglia del tre per cento. Uno scenario che comporterà inevitabilmente l’aumento della spesa per gli interessi del debito da parte dello Stato. Con l’arrivo dell’autunno e di alcuni eventi chiave, come la riduzione del Qe a fine settembre e la nuova manovra di bilancio ad ottobre, la crescita della volatilità sui mercati obbligazionari italiani sarà altrettanto inevitabile, secondo Claudio Cacciamani, professore di Economia degli intermediari finanziari all’Università di Parma.
“Di solito, il mercato sconta già decisioni o prospettive dei mesi futuri. In questo caso, il banco di prova è la legge finanziaria 2019, ma il mercato non sconta ancora nulla perché è del tutto imprevedibile quello che accadrà: non vi sono punti certi nella manovra. Gli impegni di spesa devono trovare adeguata copertura, meglio se strutturale, salvo pesare ancora sul deficit di Stato”, spiega. Ne è prova, ad esempio, la decisione di Moody’s di rinviare il suo giudizio dell’Italia a dopo il Def, quindi a metà ottobre. I dati della bilancia dei pagamenti, poi, mostrano un calo degli investimenti esteri in titoli di debito per 38,3 miliardi a giugno e per 33,4 miliardi a maggio: quasi 72 miliardi di euro.
“Oggi gli investitori istituzionali e i grandi fondi esteri si sono messi in stand by. Si rischia di perdere l’occasione di attrarre capitali dall’estero – afferma Cacciamani all’Adnkronos – in un momento in cui c’è ancora altissima e tantissima liquidità nel mondo per via di tassi di interesse estremamente ridotti”. Questo denaro sarà dirottato altrove. “Fondi sovrani, fondi pensione, grandi portafogli internazionali potrebbero ancora spostarsi su una linea di rendimento/rischio più alta, come quella italiana, ma si chiederanno: vale la pena investire in Italia? Valgono politiche di lungo termine, certezza del diritto e opportunità di ritorni sia di medio che di lungo periodo”.