Home Nazionale Regeni, Di Maio: “Al-Sisi ha detto ‘Giulio uno di noi'”

Regeni, Di Maio: “Al-Sisi ha detto ‘Giulio uno di noi'”

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Roma, 29 ago. (AdnKronos) – Il caso di Giulio Regeni è stato “il primo argomento” affrontato nel corso dell’incontro con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, “ci aspettiamo una svolta dall’incontro che ci sarà a breve tra le procure” e “sia al-Sisi che i membri del governo convengono sul fatto che la verità vada accertata”. Così al Cairo il vicepremier , dopo l’incontro con il presidente egiziano.
“Auspico che entro la fine dell’anno si possa arrivare a una svolta e che il prima possibile ci possa essere l’incontro tra le autorità giudiziarie”, ha sottolineato il leader del Movimento 5 Stelle per il quale “si deve accelerare” per arrivare alla verità. Al-Sisi, ha raccontato il vicepremier, nel corso del vertice “ha detto che Giulio Regeni è uno di noi”.
Il presidente egiziano si è detto “fiducioso di arrivare a risultati finali nell’indagine” sulla morte del ricercatore italiano, alla luce della “forte volontà di scoprire i responsabili e consegnarli alla giustizia”, secondo quanto ha dichiarato il portavoce della presidenza egiziana, Bassam Radhi. Al-Sisi, ha spiegato il portavoce, citato dal sito del quotidiano governativo ‘Al Ahram’, ha tenuto a sottolineare “la collaborazione molto costruttiva tra le procure egiziana ed italiana”.
Intanto è polemica sulle parole del presidente egiziano. “Quando al-Sisi ha detto a Di Maio che ‘Regeni è uno di noi’ il vicepresidente del Consiglio doveva alzarsi e andarsene – dichiara Arturo Scotto, dirigente nazionale di Leu – Lui rappresenta tutto il Paese, non può accettare che dopo tanto tempo le indagini siano ancora insabbiate e che arrivino ancora una volta fasulle rassicurazioni. E’ davvero inaccettabile assistere all’ennesima umiliazione del popolo italiano”.
“Di Maio riporta una frase indegna di al-Sisi – scrive sui social Giuseppe Civati, fondatore di Possibile – Giulio non era ‘uno di loro’. La sua memoria va tutelata con la verità, che aspettiamo da anni. Nessun cambiamento, né in Egitto, né in Italia”.