(AdnKronos) – In questi giorni si era parlato di un possibile patto tra i candidati per decidere che, il primo arrivato ai gazebo, sarebbe stato segretario anche senza aver raggiunto il 51% e quindi senza andare in assemblea. Tesi non percorribile: per farlo, si sarebbe dovuto cambiare lo Statuto Pd e non è stato fatto. “Non scherziamo. Lo statuto si cambia in Assemblea, non per accordi tra candidati”, dice Roberto Giachetti. “Potevate pensarci prima. Così come, se volevate anticipare il congresso, potevate deciderlo a luglio per farlo a ottobre o anticipare le dimissioni. Le regole si cambiano legalmente non violandole”.
Intanto con il ritiro di Richetti, al momento, sono 7 i candidati al congresso. Ieri si è aggiunta l’unica, finora, candidata donna. Si tratta di Maria Saladino, 37 anni, iscritta al Pd dal 2014 e già candidata alle ultime elezioni europee nel Collegio Italia Meridionale.
Per Martina, il ticket con Richetti “è la dimostrazione ci si può unire anziché dividere. Siamo somma, non divisione. Ringrazio di cuore Matteo per la generosità, la fiducia e la passione. Gli ho chiesto di lavorare fianco a fianco in un ticket che proporremo insieme agli iscritti e agli elettori. Le nostre strade si uniscono dando sempre più forza all’idea di una candidatura di squadra con tanti della nostra generazione che non si rassegnano e non vogliono guardare indietro”.