Roma, 7 ott. (AdnKronos) – “E’ chiaro ed evidente che uno dei temi che riguarda la pubblica amministrazione negli anni a cavallo tra la Prima e la Seconda repubblica è che con delle leggi si è tolto potere alla politica per dare sempre più potere alla Pa. Certo non è che per forza siamo più garantiti se la politica ha più potere, anche perché alcuni rappresentati delle istituzioni hanno avuto comportanti scorretti”, ma “possiamo chiedere conto alla politica”. Così il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio in Basilicata per sostenere il candidato presidente alla Regione Antonio Mattia.
“Sono arrivato al ministero dello Sviluppo economico il 3 giugno. Il 4 giugno – sottolinea Di Maio- è stato sbloccato da parte di un dirigente una trivella in mare senza avermi avvisato. Quando ho chiesto conto mi è stato risposto che una legge non li imponeva di dirlo, bastava la sua firma”. Proprio per queste cose, rileva, “ci sono alcune leggi fatte in passato da rivedere. Questo giochino ha permesso in passato alla politica di avere un alibi per dire che le cose non si potevano fare. Ora togliamo alibi alla politica che deve potere mettere firme su gli atti politici più importanti che riguardano un paese. Poi così si chiede conto solo alla politica”.