Milano, 14 feb. (AdnKronos) – Nel periodo 2012-2016, la moda italiana è cresciuta più della grande manifattura (per incremento di ricavi, utili e forza lavoro), ha margini molto più elevati e una maggiore solidità patrimoniale. Emerge dall’indagine annuale sul Settore Moda in Italia dal 2012 ai primi nove mesi del 2017 realizzata dall’Area Studi Mediobanca. In particolare, nel 2016 il giro d’affari delle 146 aziende moda italiane con un fatturato superiore ai 100 mln di euro si attesta a 66,1 mld di euro, in crescita del +25,8% sul 2012 e del 4,6% sul 2015, pari al 4% del Pil.
Tra i settori si conferma predominante l’ abbigliamento, seguito dalla pelletteria, ma il più dinamico è la gioielleria (55,7% sul 2012). Il fatturato estero, oltre a essere molto rilevante (64,4% del totale), è anche quello che è cresciuto maggiormente (+24,7%) sul 2012.
Le Aziende Moda Italia manifattura (esclusa la distribuzione) hanno cumulato nel periodo 2012-2016 quasi 15 mld di profitti netti, di cui 3,4 mld nel 2016 (anno migliore), pur registrando una continua erosione dei margini industriali, con l’ebit margin che si attesta al 9,6% nel 2016, dal 10,9% del 2012. Non solo, si tratta di aziende con un’elevata solidità finanziaria, coni mezzi propri che superano di 3 volte l’indebitamento, e una liquidità di poco inferiore ai debiti finanziari (circa 9 mld, pari all’85% dei debiti finanziari).