Roma, 29 ott. (AdnKronos) – Per le regioni che non si adegueranno al ricalcolo dei vitalizi in linea con quanto deciso dalla Camera, entro sei mesi dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio, l’anno prossimo ci sarà un taglio del 30% delle risorse. E’ quanto emerge dalla nuova bozza della manovra.
“Ai fini del coordinamento della finanza pubblica e per il contenimento della spesa pubblica, per l’anno 2019 una quota pari al 30% dei trasferimenti erariali a favore delle regioni, diversi da quelli destinati al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, delle politiche sociali e per le non autosufficienze, del trasporto pubblico locale, – si legge nella nuova bozza- è erogata a condizione che la regione, con le modalità previste dal proprio ordinamento, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provveda ad adeguare, ove necessario, la disciplina dei trattamenti previdenziali o vitalizi in essere in favore di coloro che abbiano ricoperto la carica di Presidente della Regione, di consigliere regionale o di assessore regionale in armonia e in conformità con quanto stabilito dalla deliberazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati numero 14 del 2018, recante ‘Rideterminazione della misura degli assegni vitalizi e delle quote di assegno vitalizio dei trattamenti previdenziali pro rata nonché dei trattamenti di reversibilità, relativi agli anni di mandato svolti fino al 31 dicembre 2011′”.
In caso di mancato adeguamento alle disposizioni, si legge ancora, “a decorrere dal primo gennaio 2020 i trasferimenti erariali a favore della regione inadempiente sono ridotti linearmente per un importo corrispondente alla metà delle somme destinate per l’esercizio 2018 ai trattamenti previdenziali o vitalizi in essere in favore di coloro che abbiano ricoperto la carica di Presidente della Regione, di consigliere regionale o di assessore regionale. I trasferimenti sono riconosciuti per intero a partire dall’esercizio in cui la regione abbia adempiuto”.