Venezia, 6 nov. (AdnKronos) – “La fase emergenziale non è ancora terminata, ma la gestione di una situazione che in Veneto è stata la peggiore in Italia è stata definita “di eccellenza” dal Dipartimento nazionale e questo è per noi motivo di orgoglio. Continuiamo a lavorare per superare l’emergenza e arrivare alla ricostruzione nel più breve tempo possibile in modo che tutti i territori colpiti riemergano come e meglio di prima”. Lo ha detto l’assessore alla protezione civile e coordinatore dell’Unità di Crisi del Veneto, Gianpaolo Bottacin, presentando oggi al Consiglio regionale una relazione sul maltempo che ha devastato il Veneto nei giorni scorsi.
L’assessore ha poi evidenziato l’immediata attivazione dell’Unità di Crisi, da lui coordinata, che ha seguito e continua a seguire l’evolversi della situazione che è ancora complessa, soprattutto nella provincia di Belluno, certamente l’area più martoriata.
Per dare un’idea del disastro Bottacin ha ricordato che sono state 160 mila le utenze non alimentate dall’energia elettrica. Solo nella provincia di Belluno, nelle varie aree colpite sono stati impiegati oltre tremila volontari di protezione civile, a cui vanno ad aggiungersi centinaia Vigili del Fuoco, effettuando in questa settimana 1600 interventi. Sono intervenuti anche 110 uomini dell’Esercito e 520 del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Sono stati otto i paesi completamente isolati dove si arrivava solo a piedi. Sono state soccorse molte persone bloccate in auto e 400 persone sono state evacuate dalle loro case, di cui tuttora ancora 150 con case al momento completamente inagibili. Monitorate in modo speciale anche le frane del Tessina, della Busa del Cristo e del Rotolon.