(AdnKronos) – “Chiedere un risarcimento dei danni ai giudici per il fatto che stiano rincorrendo ‘il maltolto frutto e provento di reato’ -aggiunge- è un esempio di rara arroganza e intimidazione che non ha eguali nella storia della Repubblica, anche perché proviene dalla voce del ministro dell’Interno che avrebbe invece il compito di far rispettare la legge e tutelare la magistratura. È certo che i soldi -49 milioni- provento del reato per il quale i dirigenti della Lega sono stati condannati, fossero nella disponibilità del partito e quindi anche di Salvini, suo massimo dirigente. Lo affermano tutti: da Belsito ai revisori dei conti della Lega”.
“A Salvini quindi -conclude Vazio- rivolgo un consiglio benevolo, anche come avvocato: in questi casi la fuga o negare l’impossibile non porta vantaggi. Meglio una sana e doverosa confessione che tracci la scomparsa di quei fondi e che faccia recuperare agli italiani quello che dovrebbe essere nelle loro tasche”.