Roma, 29 ott. (AdnKronos Salute) – Spendono bene le risorse a disposizione, si evolvono e pianificano, e così ottengono ottimi risultati, in alcuni casi raggiungendo l’eccellenza, sul fronte della qualità dell’aria, della gestione idrica e dei rifiuti, della mobilità, del verde urbano, delle energie pulite e dell’uso efficiente del suolo. Sono le città sul podio della classifica di Ecosistema Urbano 2018, il rapporto di Legambiente giunto alla sua venticinquesima edizione, presentato oggi a Milano. Meglio di tutte fa Mantova, seguita da Parma e Bolzano. Per contro, in coda alla classifica di quest’anno si piazzano Catania, al 104esimo posto, Agrigento (103) e Massa (102).
Per stilare la classifica delle città con il migliore ecosistema urbano, viene assegnato un punteggio da a 100 per ogni indicatore: qualità dell’aria, acqua (dalle perdite della rete idrica alla depurazione passando per i consumi domestici), rifiuti (produzione, raccolta differenziata e porta a porta), mobilità (passeggeri e offerta di trasporto pubblico, incidentalità stradale, piste ciclabili, tasso di motorizzazione, isole pedonali), verde in città (dagli alberi al verde urbano fruibile), energie rinnovabili negli edifici pubblici, uso efficiente del suolo.
Prime classificate a parte, ci sono poi le città che rappresentano vere e proprie best practice in alcuni settori: l’AreaC e la mobilità condivisa a Milano; la della gestione dei rifiuti di Oristano, Parma, Trento, Mantova, Treviso e Pordenone; la tramvia di Firenze; il contenimento dello spreco idrico a Macerata e Monza; il solare di Padova o il teleriscaldamento che a Udine serve 6mila studenti delle superiori; lo spazio riservato ai pedoni di Firenze; la Ztl di Bergamo, la più estesa d’Italia; Ferrara e Reggio Emilia città bike friendly; Bolzano con la sua ciclopolitana e Pesaro con la bicipolitana.
Uno sguardo alle grandi città mostra comunque situazioni altalenanti. Nella prima edizione del report, nel 1994, Milano occupava la penultima posizione, peggio faceva solo Napoli, all’ultimo posto. Lo scorso anno Milano era 31esima, oggi è 23esima. Napoli è rimasta negli anni stabilmente nella parte bassa della graduatoria (oggi è 89esima su 104), Roma è ripiombata in basso a partire dal 2010 dopo un’ascesa che l’aveva portata nel gruppo delle prime 30: oggi è addirittura 87esima.Torino, che era quarta nel 1998 e nona l’anno successivo, oggi si piazza al 78esimo posto.
Novità di quest’anno è l’analisi della capacità dei Comuni di smaltire i propri rifiuti sul territorio, aspetto che sarà oggetto di un approfondimento completo il prossimo anno. Ma un’anticipazione dello “spazzatour”, cioè del viaggio che compiono i rifiuti verso luoghi lontani da dove sono stati prodotti, evidenzia ad esempio la situazione di Roma: complessivamente, nel 2017, decine di migliaia di Tir e convogli ferroviari hanno portato gli scarti romani in Lombardia, Emilia Romagna, Puglia, Veneto o addirittura oltre confine.
Elaborando i dati Ama, il rapporto stima che su 100 sacchetti di spazzatura gettati dai romani ben 44 vengono portati in altre province e regioni. Ma anche Milano ricorre all’export, con una percentuale analoga a quello capitolina.
Ad emergere, dal report di Legambiente, è anche un cambio di paradigma: “il cliché, valido in passato, del centro urbano medio-piccolo del nord come luogo predestinato alla qualità ambientale non è più universalmente valido”, sottolineano Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente e curatore insieme a Mirko Laurenti e Lorenzo Bono del report, ricordando anche le prestazioni positive di Oristano, Macerata, Pesaro.
Per Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, “serve un governo delle città a livello nazionale” e “una politica governativa trasversale sulla riconversione ecologica delle città che guidi in modo sinergico le azioni dei vari dicasteri a vario titolo coinvolti, dall’Ambiente alle Infrastrutture, dalla Salute ai Trasporti, fino ad arrivare allo Sviluppo economico”.
“Spesso – ricorda il presidente di Legambiente – è stata l’Europa a costringerci a darci da fare e a spingerci verso buone politiche ambientali. Se Milano ha inaugurato il suo primo depuratore 15 anni fa è grazie alla condanna europea. Se Roma 5 anni fa ha chiuso finalmente la discarica di Malagrotta, lo dobbiamo alle multe comunitarie. Il nostro auspicio però è che nel futuro non ci sia più bisogno di condanne alla Corte di giustizia europea ma che si possa contare su una strategia nazionale all’avanguardia”.
Questa edizione del report raccoglie anche i dati statistici sull’accessibilità dei capoluoghi in collaborazione con la Fondazione Serono. Una prima analisi, la prima anche per l’Italia, sarà pronta nei primi mesi del 2019 e l’obiettivo è di farne una base per stimolare la costruzione di città universalmente fruibili.
Alcune delle singole buone pratiche di Ecosistema Urbano saranno premiate l’8 novembre a Rimini nel corso di Ecomondo, la fiera della green economy: un’occasione per segnalare esperienze che hanno il pregio di introdurre significativi cambiamenti in ambiti specifici e che potrebbero essere riprodotte in altre realtà locali.
Ecosistema Urbano è realizzato con il contributo scientifico di Ambiente Italia, la collaborazione editoriale de Il Sole 24 ore e con un contributo di Ispra sui corpi idrici.