Home Nazionale Lavoro: Onorato, Italia regala a concorrenza 12,7 mld per giovani formati (2)

Lavoro: Onorato, Italia regala a concorrenza 12,7 mld per giovani formati (2)

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(AdnKronos) – In Sicilia il dato dei Neet è leggermente inferiore ma quelli relativi alla formazione sono in caduta libera: il 50,5% dei giovani si ferma alla licenza media inferiore. Ma ancora più allarmanti i numeri relativi alla interconnessione fra disoccupazione giovanile e malavita organizzata: il 61% dei giovani è pronto e disposto a lavorare per imprese criminali. Ma non è solo nelle fasce formative e sociali più basse che il fenomeno è dirompente: la fuga verso l’estero (158.000 nuovi italiani iscritti nelle liste di residenti esteri nel solo 2017) fornisce anche l’indicazione della rinuncia a una futura classe dirigente di livello: secondo gli ultimi dati certi, quelli relativi al 2016, 58.000 sono i giovani che se ne vanno ogni anno.
E la maggioranza di loro parte e non fa ritorno da regioni ad alto tasso di formazione come la Lombardia. Secondo una proiezione stilata da “#Salviamo il futuro”, per formare un giovane italiano sino alla laurea, sono necessari 173.000 euro. Il che significa che ogni anno, sulla base di dati prudenziali, l’Italia “regala” ai suoi diretti concorrenti, prima fra tutti la Gran Bretagna, 12,7 miliardi all’anno di formazione di alto livello. E rinuncia di fatto alle migliori professionalità che trovano immediato impiego in settori strategici come la sanità, la finanza, il management aziendale, il marketing e persino nella governance della pubblica amministrazione in altri paesi.
Inoltre, più di un milione di millennials italiani (nati dopo il 2000) è destinato a entrare nella fascia della povertà e il Paese Italia, ormai in una acclarata fase di implosione demografica, nel 2065 perderà 6 milioni di abitanti, precipitando dagli attuali 60 milioni a poco più di 54 milioni con una percentuale di anziani insostenibile per qualsiasi sistema sociale. “#Salviamo il futuro” – ha precisato Vincenzo Onorato – vuole imporsi come coscienza critica per un paese che ha dimenticato i suoi giovani e che, con troppa facilità, pensa di poter rinunciare al suo futuro. A partire da oggi impegnerà il suo gruppo di studio nella ricerca ed evidenziazione di tutto quanto a livello internazionale, e specialmente in altri paesi europei, si sta tentando di fare per affrontare la piaga della disoccupazione giovanile.