Roma, 31 mag. (AdnKronos Salute) – Il fumo seduce ancora gli italiani. Crescono i consumatori ed è alto in Italia il numero di minori che fuma. Tra i millennial uno su dieci è consumatore abituale, quasi la metà ha fumato, ha provato a fumare o fuma ogni tanto e tra quelli abituali più della metà fuma anche cannabis. Non accenna a diminuire, invece, il numero totale dei fumatori che appare in leggero aumento. Questo dicono i dati presentati dall’Ossfad del Centro nazionale dipendenza e doping dell’Istituto superiore di Sanità, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco. I ragazzi tra i 14 e i 17 anni, infatti, accendono la prima sigaretta alle scuole secondarie di secondo grado e una piccola percentuale addirittura inizia a fumare alle scuole elementari (9-10 anni).
“E’ necessario potenziare sistemi di prevenzione primaria per scongiurare questa nuova linea di tendenza che vede il consumo di tabacco anche tra i giovanissimi – afferma il presidente dell’Iss, Walter Ricciardi – prima che a questa dipendenza se ne associno altre altrettanto o più pericolose”. L’identikit del giovane fumatore abituale è tratteggiato nell’indagine Explora realizzata su un campione rappresentativo di 15.000 ragazzi tra i 14 e i 17 anni. Sono soprattutto maschi, frequentano istituti professionali e licei artistici, i genitori hanno un livello di istruzione medio-basso e non controllano le spese dei figli, risultano propensi al rischio e hanno una percezione del proprio rendimento scolastico mediocre o appena sufficiente. I giovani fumatori abituali, inoltre, sono quelli che fanno meno sport e che bevono più energy drink.
Il dato preoccupante, inoltre, fotografa un maggiore consumo di alcolici tra i fumatori abituali, fino a quattro bicchieri di birra e super alcolici a settimana. Addirittura un 12% dichiara di aver avuto episodi di binge drinking 3 o più volte nell’ultimo mese. La percentuale cresce a dismisura sul consumo di droghe: più della metà dei fumatori abituali (il 65,6%) ha consumato almeno una volta anche cannabis nell’ultimo anno rispetto al 2% dei non fumatori. L’indagine Iss-Doxa, realizzata su un campione nazionale di oltre 3.000 persone rappresentativo della popolazione italiana, ha confermato una situazione di stallo, invece, nel numero totale dei fumatori: sono 12,2 milioni, in leggero aumento rispetto al 2017 (11,7 milioni).
Di contro aumenta invece il rispetto del divieto di fumo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro. Anzi, secondo l’indagine Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), il rispetto a 15 anni dalla legge Sirchia è quasi totale. “La situazione generale sulla prevalenza dei fumatori si è cristallizzata – spiega Roberta Pacifici, direttore dell’Ossfad e del Centro nazionale dipendenze e doping – abbiamo registrato gli stessi dati del 2007, segno evidente che non si vede alcuna inversione di tendenza, anzi si registra un lieve incremento nella popolazione maschile. Per questo abbiamo acceso i riflettori sui giovani che rappresentano il ‘serbatoio di riserva’, sono quelli cioè che continuano ad alimentare la popolazione dei fumatori che non accenna a diminuire”.
Un capitolo a parte è dedicato al consumo della sigaretta elettronica. “La maggior parte degli svapatori è un consumatore duale – dice Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri – consuma cioè sia sigarette tradizionali che e-cig. Altro dato del rapporto è quello che riguarda i prodotti del tabacco di nuova generazione, il tabacco riscaldato: in tre anni la notorietà di questi prodotti è più che raddoppiata”.
Per la prima volta, si rileva anche il fumo passivo negli animali domestici: il 14% dei fumatori che hanno un animale domestico fuma in loro presenza. Il 46% mai. Tra i non fumatori la percentuale di chi non espone al fumo passivo il proprio animale domestico sale all’87,6%.