(AdnKronos) – In questo modo, avrebbe “intenzionalmente procurato un ingiusto vantaggio agli azionisti Unipol, con contestuale danno agli azionisti Fonsai, Milano Assicurazioni e Premafin”. Alla fine l’Ivass, malgrado le numerose richieste di chiarimenti mai ottenute, ha “autorizzato il progetto di fusione – si legge negli atti – in assenza di elementi di valutazione tali da determinare approfondimenti istruttori, vincoli all’operazione ovvero richieste di modifica”. Un tema, quello degli strutturati in pancia a Unipol, messo in discussione più volte dai protagonisti della vicenda e dalla procura di Milano già nel 2012, prima della fusione tra i due gruppi assicurativi.