(AdnKronos) – (Adnkronos) – “Nel frattempo la cosa che chiediamo sia fatta da subito è bloccare la firma dei decreti attuativi della legge delega di riforma delle procedure concorsuali oppure, come già capitò in Germania su un provvedimento analogo, consentire un lungo periodo di vigenza senza sanzioni, per dare tempo alle piccole imprese di adeguarsi. Sono a rischio almeno il 30% delle imprese artigiane e PI, in una realtà, quella veneta, già provata dalle gravi vicende delle due ex popolari con le ricadute in termini di indebitamento. E tutt’ora mancano i provvedimenti per individuare e consentire alle imprese di recuperare la condizione “in bonis””, ha continuato
“Ci rendiamo conto – ha proseguito – che il Paese, all’indomani del 4 marzo, si ritroverà, aggravata dal passare del tempo, l’agenda dei problemi che tutti conosciamo, a partire dalla necessità di riprendere il cammino delle riforme, che saranno condizione per una nuova legge elettorale, per continuare con un piano di investimenti che migliorino le condizioni di competitività dell’Italia e per ritornare al dialogo vero con chi, Francia e Germania in particolare, sta predisponendo la nuova Europa a due velocità. Chiediamo alle forze politiche di impegnarsi sul tema del debito pubblico e delle possibili coperture di garanzia europea e sul tema della capitalizzazione delle banche di tipo commerciale e tradizionale, che vede contrapposta l’Italia ai paesi con banche a trazione finanziaria”.