(AdnKronos) – Da parte della Procura di Roma, che si accinge a formalizzare l’iscrizione sul registro degli indagati di alcuni, tra poliziotti egiziani e agenti del servizio segreto civile, identificati dagli investigatori di Ros e Sco e ritenuti coinvolti, con ruoli differenti, nel sequestro di Regeni, “un atto giusto, forte e coraggioso. Un atto dovuto, visto che la Procura del Cairo non procede, è giusto lo faccia la Procura di Roma”.
“A settembre sono andato al Cairo avevo detto sia al Presidente Al Sisi sia al presidente del Parlamento egiziano – prosegue – che eravamo in una situazione di stallo, avevo avuto delle rassicurazioni ma ad oggi non è arrivata nessuna svolta”. Da qui, la decisione di interrompere le relazioni col Parlamento egiziano.