(AdnKronos) – Nei giorni scorsi, questo è stato, infatti, il messaggio veicolato da fonti vicine al quartier generale di Air France. La parola d’ordine è quella, infatti, di evitare accelerazioni e attendere l’esito delle elezioni. Se il colosso francese, scottato dalla precedente della campagna del 2008, sembra avere le sue buone ragioni, non sorprende che lo stesso ragionamento possa essere condiviso anche degli altri soggetti in pista, da Lufthansa a EasyJet.
Intanto, oggi Alitalia e sindacati sono tornati a vedersi per affrontare il nodo del rinnovo del contratto di lavoro. Prima della scadenza di fine gennaio, le parti si sono accordate su un’ulteriore proroga al 28 febbraio prossimo. Nel pomeriggio si è svolta una riunione preliminare ristretta in vista della ripresa del confronto contrattuale. Sul tavolo, riferiscono fonti sindacali, ci sono le richieste su possibili voci di risparmio quali congedi parentali. Altro tema è quello dell’indennità di volo, prevista dagli accordi del 2008 al momento della privatizzazione della compagnia, che consentiva ai piloti, a fronte di un determinato numero di ore volate, di non scendere sotto la soglia del 93% della retribuzione dei piloti della vecchia Alitalia.