Home Nazionale Aids: Zaia, in Veneto lo preveniamo e lo curiamo rete efficiente, nulla lasciato al caso (2)

Aids: Zaia, in Veneto lo preveniamo e lo curiamo rete efficiente, nulla lasciato al caso (2)

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(AdnKronos) – Il Rapporto analizza l’andamento della malattia conclamata ma anche la situazione legata alla diffusione del virus dell’HIV, di cui si occuperà oggi ad Amsterdam, la XXII^ Conferenza Mondiale sull’Aids, la più grande conferenza in tema di salute a livello mondiale che riunirà anche quest’anno oltre 15.000 scienziati, attivisti, operatori sanitari, responsabili politici e leader globali.
Per quanto riguarda l’infezione da HIV, dal 1988 (anno in cui la Regione del Veneto, prima in Italia, istituì un sistema di sorveglianza) ad oggi in Veneto sono state segnalate 13.176 nuove diagnosi. A queste si dovrebbero aggiungere le persone che potrebbero aver contratto la malattia ma che non ne sono ancora a conoscenza (perché non hanno effettuato il test). Possiamo quindi stimare, sottraendo i deceduti, che nel 2016 in Veneto siano circa 10.636 le persone con infezione da HIV (sia residenti che non residenti) che gravano sui servizi sanitari regionali. Dal biennio 2009-2010 il numero di nuove infezioni si è stabilizzato tra i 250 casi e i 300 casi all’anno, mentre risultano essere 207 i casi HIV segnalati nel corso del 2016.
La diffusione anche in Italia della terapia HAART ha certamente influito sulla speranza di vita dei malati di AIDS. La probabilità di sopravvivere per coloro che si sono ammalati nel periodo compreso tra il 1996 e il 2000, a due anni dalla diagnosi, è infatti di molto superiore rispetto ai casi diagnosticati prima del 1996 e si attesta attorno al 68%. A cinque anni dalla diagnosi, l’incremento della probabilità di sopravvivenza risulta essere ancora maggiore: si passa infatti dal meno del 20% per coloro che si sono ammalati prima dell’introduzione della terapia HAART, al 77% per i casi diagnosticati dal 2006. Il 77,4% dei casi di AIDS interessa il sesso maschile.