(AdnKronos) – Acea, rileva il leader della Cgil, “ha dimostrato coraggio, ma non è la sola che si sta muovendo in questa direzione. Finalmente anche le aziende si rendono conto della necessità di puntare su occupazione, produzione e investimenti di qualità, che non possono basarsi sul sistema di paura e ricatto introdotto dalle norme del Jobs Act”. Un mondo del lavoro e dell’impresa cambiato, continua, “che per competere non chiede più ordine e disciplina, ma creatività e collaborazione”.
Per questo, sostiene il leader della Cgil, “servono nuovi diritti che sappiano tutelare al contempo il lavoro esistente e quello futuro. Noi – ricorda – abbiamo messo in campo una legge di iniziativa popolare, la ‘Carta universale dei diritti’, sulla quale abbiamo raccolto oltre 1.300.000 firme”.
L’accordo Acea, conclude Camusso, “si inserisce nella campagna per dare al mondo del lavoro nuove tutele e nuovi diritti, ed è subordinato al voto delle lavoratrici e dei lavoratori. Un atto di democrazia reale e concreto”.